MILANO – Con le mani nel fango e la schiena china perché, si sa, la terra è bassa. Così, tra un’interruzione di Dad e l’altra, gli studenti dell’istituto superiore ‘Pareto’ di Milano, istruiti dai docenti Francesca Ferriello e Sante Abbinente, hanno recuperato e ‘tirato a nuovo’ un’area abbandonata della loro scuola. Ora, lì dove la natura cresceva spontanea ma disordinata, riemergono un ponticello di legno e un laghetto non più vuoto. Suggestioni da giardino zen.
“I ragazzi della 4G hanno fatto un lavoro enorme- commenta soddisfatto Abbinente– Con le poche ore in presenza i ragazzi sono riusciti ad organizzare tempi, risorse e materiali (tutti di riutilizzo e riuso). Ma c’è stata anche la bella partecipazione di tanti altri docenti e del personale tecnico. Tutti insieme abbiamo ricreato un clima disteso e di benessere”. Ma da dove nasce l’idea di recuperare l’area? Lo spiegano in un video gli studenti che, grazie alla scuola e su impulso del Pime (il pontificio istituto missioni estere con sede a Milano), hanno partecipato al progetto di educazione civica e cooperazione allo sviluppo ‘Agri-smart’.
“Abbiamo riflettuto sulle risorse che gestiamo con difficoltà o che abbiamo addirittura trascurato. Tra le materie che studiamo ce n’è una che si chiama ‘Valorizzazione’, cioè dare valore. Il confronto con le realtà di altri paesi ci ha fatto maturare il pensiero che trascurare una risorsa significa sprecare e lo spreco è un concetto opposto a quello della valorizzazione. Nel nostro caso lo spreco è molto grave perché noi siamo la parte del mondo che dovrebbe cambiare le proprie abitudini per renderle più sostenibili, evitando proprio gli sprechi”. Come spiega Ilaria Mantegazza che del Pime è la responsabile dell’ufficio educazione mondialità: “con Agri-smart in Italia noi vogliamo sensibilizzare i ragazzi italiani su tematiche di rilevanza globale come l’importanza di buone pratiche e tecniche agricole intelligenti, sostenibili e sane”, in una parola ‘smart’ (da qui il nome del progetto),