Report del Consiglio Grande e Generale, seduta del 23 marzo – pomeriggio

Nel pomeriggio il Consiglio Grande e Generale riprende e conclude l’esame del decreton. 52 “Potenziamento e proroga delle misure di contrato alla diffusione da pandemia Covid-19” che viene infine ratificato. 

All’articolo 7 , che prevede la chiusura dei negozi nei centri commerciali nei festivi e nei fine settimana (ad eccezione di alimentari, farmacie parafarmacie, prodotti per animali, tabacchi edicole), il Governo presenta un emendamento per specificare che invece è consentita l’apertura nei festivi e nei fine settimana per attività commerciali al dettaglio nelle medie e grandi strutture di vendita, con il limite di due utenti per ogni addetto alle vendite. Mentre Rf presenta emendamento abrogativo dell’articolo. “Non riteniamo che possa produrre una riduzione del contagio chiudere certe attività e lasciarne aperte altre- motiva Andrea Zafferani, Rf- la gente semplicemente si sposta dalle strutture chiuse a quelle aperte e così non limitiamo in alcun modo i rischi”.  Viene accolto solo l’emendamento del governo. 

All’Articolo 9, relativo alla chiusura delle mense, il governo presenta emendamento per specificare l’apertura della mensa dell’ospedale. Anche Libera presenta emendamento per prevedere invece la riapertura di tutte le mense e per specificare la necessità di attivare la mensa e i servizi bar in ospedale. “Ci sono tutti i presidi per fruire del servizio mensa in sicurezza”, motiva il consigliere Guerrino Zanotti. “Ci è stato detto che il problema è rappresentato dalle file, ma se si fa riferimento a un emendamento della maggioranza (Ndr approvato al decreto 46) che consente le file per entrare nei supermercati e nelle attività economiche, che è stato bene accolto dal governo, ci aspettiamo l’accoglimento anche di questo emendamento”. Anche Repubblica Futura presenta emendamento per abrogare l’intero articolo e consentire la riapertura delle mense. Viene infine accolto l’emendamento del Governo, respinti quelli dell’opposizione. 

Sul finale viene invece approvato un emendamento presentato da Guerrino Zanotti di Libera di carattere tecnico all’articolo 14 in favore del posticipo dell’erogazione dell’assegno familiare integrativo al 30 giugno 2021 “per avere due mesi di tempo per consentire l’istruzioni delle pratiche”.

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