“Gli anticorpi monoclonali sono una nuova importante arma farmacologica del Ssn nella lotta contro il virus”, commenta Arturo Cavaliere, presidente nazionale Sifo
ROMA – In questi giorni sono arrivati nelle Farmacie Ospedaliere italiane i primi farmaci a base di Anticorpi Monoclonali (mAb). Contemporaneamente sono in via di definizione e diffusione a livello regionale i protocolli di somministrazione e monitoraggio dei mAb destinati a pazienti con infezione da Sars-Cov-2 da lieve a moderata.
Arturo Cavaliere
La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) – che ha seguito con attenzione ogni fase del periodo pandemico, producendo anche specifiche istruzioni operative nel momento della distribuzione dei vaccini sul territorio italiano – ha accolto con grande attenzione e soddisfazione la diffusione dei protocolli e l’avvio contestuale della somministrazione prevista per questa settimana: “Gli anticorpi monoclonali sono una nuova importante arma farmacologica del Ssn nella lotta contro il virus– è il commento di Arturo Cavaliere, presidente nazionale Sifo– È uno strumento in più che si affianca alle norme di prevenzione ed ai vaccini per fronteggiare l’emergenza Covid-19 che dal febbraio 2020 sta mettendo il nostro Paese (e tutto il mondo) in una situazione di incertezza sociale e di pressione sanitaria senza precedenti”.
Occorre precisare che ad oggi i mAb sono stati autorizzati temporaneamente dal Ministro della Salute, con il Decreto del 6 febbraio 2021 (‘Autorizzazione alla temporanea distribuzione dei medicinali a base di anticorpi monoclonali per il trattamento di Covid-19’). Nello specifico si tratta dei farmaci bamlanivimab (Eli Lilly), bamlanivimab/etesevimab (Eli Lilly) e casirivimab/imdevimab (Regeneron-Roche), tutti prodotti basati su anticorpi monoclonali neutralizzanti diretti contro la proteina Spike di Sars-Cov-2. Gli studi effettuati indicano che la popolazione target per questi anticorpi monoclonali è quella degli adulti e adolescenti di età pari o superiore a 12 anni che non necessitano di ossigenoterapia supplementare per Covid-19 e che sono ad alto rischio di progressione verso infezione severa.
I dati degli studi pubblicati indicano l’estrema positività di utilizzo di questi mAb in contesti precoci di infezione,