AGI – Il papiro l’hanno ritrovato in loco, vale a dire nella terra desertica di Masada, dove era stato abbandonato con un gesto forse di stizza da chi aveva emesso ricevuta. Un pezzo di carta, che gli archeologi hanno ribattezzato pomposamente frammento, come allora ce ne dovevano essere a migliaia, perché all’epoca una legione comprendeva dai seimila agli ottomila militari, più le truppe ausiliarie e la cavalleria. E proprio a un legionario di quelli addetti alla cavalleria apparteneva il rendiconto, attestante la ricompensa per il servizio reso a Roma in occasione di uno dei suoi massacri più famosi.
A Masada, imprendibile roccaforte salda nella roccia a poca distanza dal Mar Morto, protetta da profondi dirupi e da venti torri unite da un chilometro e mezzo di mura, si erano rintanati gli irriducibili della prima guerra giudaica. Il Tempio di Gerusalemme era stato saccheggiato già tre anni prima da Tito, che con il tesoro rapinato aveva fatto erigere a Roma il Colosseo: a maggior gloria della stirpe Flavia.
Si trattava ora di far pulizia delle ultime sacche di resistenza, ma che dopo tre anni le sacche continuassero ad esi