Il segretario generale Ugl, Paolo Capone, in una intervista alla ‘Dire’ parla delle sfide che dovrà affrontare il nuovo governo
ROMA – “Sul fronte del lavoro il governo Draghi deve dare il massimo, ci aspettiamo interventi importanti, innanzitutto la proroga della cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti“. Così il segretario generale Ugl, Paolo Capone in una intervista alla ‘Dire’. Capone osserva: “Saremmo più propensi ad un blocco fino alla fine dell’anno, per uscire completamente dalla fase di emergenza e restituire al Paese forza lavoro vaccinata. Questa- continua il sindacalista- è la priorità più importante e il confronto che ancora non c’è stato. Noi- spiega- abbiamo mandato le nostre proposte, vedremo come risponderà il governo. Bisogna far riprendere l’economia e l’economia riparte se si riprende a vivere. Speriamo- chiude Capone- che questo sia l’ultimo lockdown e poi inizi una fase di crescita”.
CAPONE (UGL): “DRAGHI INIZIA CON IL PIEDE GIUSTO, ORA PROVA VERTENZE“
“Il governo Draghi ha iniziato senz’altro con il piede giusto, con il confronto con le parti sociali, le imprese e i lavoratori. Questo metodo che speriamo rimanga come cifra di questo governo”, dichiara il segretario generale Ugl, osservando che “intanto registriamo un cambio di passo anche sulle più importanti emergenze del Paese“. Per il sindacalista il decreto sostegni “probabilmente darà il segnale che serve di rimborso a tutte le attività produttive e la cancellazione dei codici Ateco sicuramente va in questa direzione. Inoltre- continua Capone- ritengo, anche a differenza di altri sindacati, che la rottamazione delle cartelle fino a 5 mila euro sia un buon segnale, perché quelle non riguardano gli evasori ma le famiglie e i piccoli imprenditori”.
L’Ugl avverte però l’esecutivo che “rimangono sul tavolo importanti vertenze come l’Ilva e l’Alitalia su cui dobbiamo misurare la capacità di Draghi di intervenire“. In particolare per quanto riguarda Alitalia, la compagnia di bandiera “non può essere un ammortizzatore sociale ma non si può neanche fare uno spezzatino di un asset strategico per il Paese”.