Awori dall’Uganda alla Svizzera canta l’esilio africano

ROM – Awori, stella della musica pop tra Africa ed Europa, ha dedicato il suo primo album a Ranavalona III, l’ultima regina del Madagascar, che nel XIX secolo tentò di opporsi al dominio della Francia sull’isola e alla fine dovette abbandonare il suo Paese.

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“Non si parla abbastanza di questa figura della resistenza, costretta all’esilio dai colonialisti francesi” ha detto l’artista, di 32 anni. La cantante, di origine ugandese e residente in Svizzera, alla testata Jeune Afrique ha detto che “la storia dell’ultima regina malgascia è simile a quella delle migrazioni obbligatorie che tanti popoli africani subiscono in tutto il continente”. I suoi brani musicali, allora, trattano anche di ingiustizie subite dagli africani della diaspora.

L’album ‘Ranavalona’ è stato prodotto dall’etichetta discografica francese Galant Records ed è uscito l’8 marzo, in coincidenza con la Giornata internazionale dei diritti delle donne.
Sul suo profilo Instagram, la cantante ha spiegato di essersi affidata “all’ispirazione e alla protezione” della regina malgascia, nota anche per le lettere in cui esortava i dignitari dell’isola a non tagliare gli alberi per il bene dell’ambiente. “Ho riversato in questo album il mio cuore, il mio animo e le mie lacrime” ha scritto Awori.

La cantante ha raccontato di aver vissuto in prima persona la nostalgia per la sua terra e la solitudine quando, a undici anni, dovette lasciare Kampala per trasferirsi in Svizzera con la famiglia, dove non conosceva nessuno né la lingua locale. Ecco perché nel suo album la 32enne canta anche in Luganda, una delle lingue native dell’Uganda.

La passione per le sonorità e il ritmo della musica africana nasce anche dal fatto che i genitori ascoltavano i successi della star sudafricana Miriam Makeba, per poi scoprire la rumba congolese, l’hip hop e l’R&b. Tra le sue canzoni però trova posto anche la politica: una in particolare è dedicata al capo dell’opposizione Bobi Wine,

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