AstraZeneca, Pani (Sifo): “Indagare su decessi, ma serve affidarsi alla scienza”

ROMA – “Teoricamente ogni vaccino covid in commercio potrebbe causare rari fenomeni tromboembolici, non solo AstraZeneca. Serve affidarsi alla scienza, indagare e fare verifiche nel caso di eventi avversi inattesi per gravità e numerosità, accertare nesso di causa e tempo”. A parlare è Marcello Pani, direttore della farmacia ospedaliera dell’Irccs Agostino Gemelli di Roma e segretario nazionale Sifo, la Società italiana di farmacia ospedaliera.
Interpellato dalla Dire, Pani spiega cosa può fare un ente regolatorio e quali sono i controlli in casi come quello di AstraZeneca, il vaccino anglo-svedese il cui lotto ABV2856 è stato sequestrato in Italia dai Nas per conto dell’Aifa dopo alcuni casi di morti sospette, e un altro lotto, ABV5811, è stato ritirato dalla Regione Piemonte dopo un altro decesso. Numerosi i Paesi, Ue ed extra Ue, che hanno sospeso la vaccinazione: anche l’Irlanda tra questi nelle ultime ore, dopo che aveva raccomandato il vaccino agli over 70.

Professor Pani, per tutti i farmaci esiste un processo di farmacovigilanza, che è stato applicato ovviamente anche ai vaccini. Come funziona?

‘Il meccanismo con il quale avviene il monitoraggio degli eventi avversi è uguale per tutti i farmaci ma è maggiormente attenzionato per il vaccino Covid perché per questi è stata istituita in Aifa una speciale commissione per monitorare eventuali eventi avversi. Tutti i farmaci nel periodo pre-autorizzativo vengono testati per verificare efficacia e sicurezza, controllati sugli eventi avversi, nessun farmaco è privo di effetti collaterali. Tanto che nelle schede tecniche vengono riportati sia gli eventi avversi prevedibili e quelli rari, perché si sono già manifestati nella fase pre-clinica, quando un farmaco viene testato prima di essere messo in commercio. Tutto questo è stato fatto anche per il vaccino Covid e nella successiva fase di farmacovigilanza, dopo l’autorizzazione in commercio: spetta quindi ai medici, ai farmacisti e ai pazienti segnalare le eventuali reazioni avverse e trasmetterle ad Aifa. Queste segnalazioni spontanee vengono inserite in un database nazionale e chi fa il monitoraggio si accorge subito se ci sono segnalazioni su un farmaco che,

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