ROMA – “Mio padre mi ha lasciato una grandissima eredità: mi ha spinto a fare un’importante sorveglianza sulla mia salute, e questo ad oggi mi ha messo nella condizione di non dover lottare contro un tumore“. Alessandro ha la mutazione Brca2 – una mutazione rara ereditata dal padre e associata a tumori della mammella, della prostata, ma anche al melanoma e a tumori del colon – ed è il primo uomo in Italia a decidere di dare pubblica testimonianza della mastectomia bilaterale preventiva fatta l’anno scorso.
LA STORIA DI ALESSANDRO

All’agenzia Dire ha raccontato la sua storia e le preoccupazioni di uno stato di salute che ancora oggi fa i conti con tanti punti interrogativi. “Ho vissuto l’operazione in maniera abbastanza tranquilla, consapevole di quello che già era stato per mio padre. Di fatto è stata come quella di una donna, con uno svuotamento ascellare solo da una parte e il riposizionamento dei capezzoli. Dopo un anno a livello estetico inizio a notare un rilassamento dei tessuti e potrei fare un’altra operazione di chirurgia estetica, ma non credo di volerlo fare. Sicuramente mi ha lasciato una maggiore sensibilità sulla zona e dolore quando la sforzo troppo e so che dovrò conviverci a vita. Ma ora che l’ho fatta posso dire che preferisco così piuttosto che andare ai controlli sempre con l’ansia di trovare qualcosa di nuovo”, ha confessato con un desiderio di testimoniare il suo vissuto che non è così comune tra i portatori sani di mutazione genetica.
Tutto è iniziato negli anni ’90, quando al padre viene diagnosticato un carcinoma alla mammella, all’età di 40 anni. A quei tempi, soprattutto in un paese piccolo come il loro, in provincia di Grosseto, si sa molto poco di questa patologia associata ad un uomo, tanto che all’inizio il papà viene operato per due cisti. È solo all’ospedale di Padova che si arriva ad una mastectomia, seguita da chemioterapie. Il tumore torna ancora, questa volta alla prostata però e sarà la sua condanna a morte nel 2007, a poco più di 50 anni. A quel punto sembra già chiaro a molti specialisti che il problema possa essere di tipo genetico, perché anche altri componenti della famiglia del padre erano stati colpiti da vari tumori,