AGI – Verrebbe da dire: ma qual è il problema? Verrebbe da dirlo, se il caso dei dubbi sul potenziale colore della pelle del piccolo Archie Windsor, principino misconosciuto, non fosse doloroso. Perché delle due l’una: o le accuse mosse dalla madre a Buckingham Palace, di aver temuto cioè un piccolo troppo scuro di incarnato, sono false, e allora si commentano da sole. O sono vere, e allora se possibile la verità sarebbe più triste ancora. Dacché la casa reale, che ha regnato su un impero su cui il sole non batteva mai, tutto può essere men che discriminatrice, se non altro per rispetto ai liberi e multietnici sudditi di Sua Maestà britannica.

Firenze (Afp)
Soprattutto, se così fosse (ed aspettiamo il responso dell’inchiesta interna annunciata da Elisabetta), se così fosse si diceva vorrebbe dire che non solo in quel nobile palazzo albergano delle serpi razziste, ma anche che il casato Windsor è segnato da un’ignoranza storica crassa quanto grave. Grave perché allignata in cotanta tradizione. Tanto più che questa storia si svolge in una terra, la Toscana, per la quale i Windsor nutrono da sempre grande affetto e grande ammirazione e, ammettiamolo, non hanno certo torto.
Conclusa la lunga ma necessaria premessa, passiamo a riferire.
Più scuro di Lorenzo
Era il 1510, o 1512: non si sa bene. In Casa Medici, padrona di Firenze ma i