AGI – No, rivendica Francesco, non sono niente di tutto questo. Non sono poco coraggioso, non sono un semi eretico, non sono un irresponsabile. Niente di tutto questo: prego ed agisco. Nient’altro.
Ad ogni modo, basta questo. Perché Bergoglio non sarà quello che si dice sia, ma di cambiamenti radicali la visita in Iraq ne ha compiuti diversi. Sia sufficiente, per rendersene conto, riflettere su una frase. Meglio, una definizione da lui data.

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Papa Francesco
Eccola: “un grande, un saggio, un uomo di Dio, soltanto ascoltandolo si percepisce questo”; “una persona che ha la saggezza e anche la prudenza”. Mirabile dictu, il Pontefice parla di un ayatollah.
Mirabilis, magari incredibilis. Eppure è così.
Dove una volta viveva Khomeini
Il Papa ed Ali al-Sistani si sono visti a Najaf, dove oltre mezzo secolo fa viveva Ruhollah Khomeini: a due passi dalla tomba di Ali il genero del Profeta. A sentir quello che Francesco stesso ha riferito, l’intesa è stata così forte che altri passi seguiranno (seppur con i tempi cari a due religioni millenarie).
Dopo la Dichiarazione con i sunniti è lecito ora attendersi analoga svolta con gli sciiti. Quegli sciiti che, dai tempi di Khomeini, sono stati identificati in Occidente come la sentina di ogni terrorismo.
È fuor di dubbio