BOLOGNA – Le discriminazioni di genere? Possono colpire non solo le lavoratrici di un’azienda, ma anche l’ispettrice del lavoro che entra in quell’azienda per le verifiche del caso. A raccontare la vicenda è Valeria Moscardino, ispettrice del lavoro di Parma (e anche Consigliera di parità a Modena), che ha partecipato a un convegno online organizzato per l’8 marzo dalla Fiom-Cgil dell’Emilia-Romagna.
Il caso in questione, riferisce Moscardino, parte dalle segnalazioni della lavoratrice di un albergo che, pur essendo madre, si è ritrovata a vedersi assegnare continui turni serali. L’ispettrice si è recata sul posto per interloquire con il responsabile “e garantisco di aver subito io stessa una discriminazione perché, dopo essere entrata con il mio tesserino, sono passata da ‘ispettrice’ a ‘dottoressa’, poi a ‘signorina’ e infine a ‘ragazza’. Questo l’excursus in tre ore di accertamento”. Per quanto riguarda la situazione lamentata dalla lavoratrice, continua Moscardino, l’uomo ha risposto così: “È lei che ha tradito la mia fiducia. Ha fatto un figlio e poi un altro. Cos’altro posso fare?”. L’iter ispettivo “non è ancora concluso ma dal punto di vista umano è stato un fallimento“, racconta Moscardino: “Nella stessa struttura lavora anche il marito e quindi la lavoratrice ha deciso di dimettersi, per non creare ulteriori ritorsioni”.
Moscardino, poi, ricostruisce il caso di un’altra donna che si è presentata all’Ispettorato “come un fantasma”: si tratta di una persona sposata con il suo stesso datore di lavoro, che all’ispettrice ha raccontato di essere da molti anni inquadrata con un contratto part time pur lavorando molte più ore. La donna è anche socia dell’impresa, “ma il datore di lavoro non le dà uno stipendio e non c’è mai stata una ripartizione degli utili“, spiega Moscardino. In più, la donna ha raccontato di essere continuamente “umiliata con parole violente e insulti”, ma anche “presa a schiaffi” sia a casa che sul lavoro. Tant’è che, secondo l’ispettrice, tra le tante iniziative legali che si possono prendere per un caso del genere “bisogna partire da una denuncia penale per violenze e percosse”,