Dopo aver sentito al telefono il ministro della Salute Roberto Speranza, il sindaco spiega: “Abbiamo convocato l’unità di crisi insieme all’Asl e nel corso di queste ore definiremo con più precisione i nuovi provvedimenti” tarati sulla città
FIRENZE – “La situazione va peggiorando, quindi mi pare sia difficile non prevedere ulteriori restrizioni” nel Paese. Il sindaco Dario Nardella risponde così ai giornalisti che gli chiedono un commento sulle ulteriori misure di contenimento del virus a cui starebbe lavorando il governo. Lo dice all’ora di pranzo, dopo aver sentito al telefono il ministro della Salute Roberto Speranza, a margine dell’intitolazione di un giardino in lungarno Colombo a Tina Anselmi. E a metà di una giornata segnata da una girandola di riunioni per stabilire le nuove azioni da adottare a Firenze per contrastare la diffusione del Covid. “Stamani abbiamo convocato l’unità di crisi, insieme all’Asl, per avere un quadro dettagliato della situazione e, nel corso di queste ore, definiremo con più precisione i nuovi provvedimenti” tarati sulla città (la comunicazione è attesa alle 17.30 in una diretta Facebook).
“Quello che mi dispiace- aggiunge soffermandosi sui temi nazionali- è che su tempestività e informazione non sempre siamo all’altezza. Ho ricevuto, ad esempio, molte segnalazioni di mamme preoccupate, sia venerdì che questa mattina, per l’incertezza con cui si è proceduto per definire i lavoratori essenziali. Trovo francamente discutibile che la comunicazione sull’annullamento dell’apertura delle scuole per i figli dei ‘key worker’ sia arrivata ieri sera tardi, a poche ore dall’apertura degli istituti”. Ecco, prosegue, “su questo dobbiamo migliorare: lo dico senza polemiche, altrimenti cadiamo nel solito errore di generare confusione, quando invece dobbiamo essere tutti quanti più efficaci nel comunicare poche cose ma in modo lineare e per tempo”.
Per quel che riguarda la discussione in corso al governo, infine, “dobbiamo accelerare la vaccinazione da un lato e dall’altro continuare a prevenire lo sviluppo del contagio, perché il virus non si può inseguire. Peraltro le varianti sono preoccupanti e in Toscana il 40% dei casi positivi è stato infettato dalla variante inglese. Quindi bisogna essere bravi in tutti e due i fronti, senza tralasciare nulla”.
POLEMICA SUI VACCINI AGLI ASSESSORI, NARDELLA: “CATEGORIE DECISE A MONTE”
“La questione è a monte,