Catalogna, l’eurodeputato Comin: “L’Ue non ci revochi l’immunità”

Antonio Comin, in un’intervista con l’agenzia Dire, parla di possibile “giornata nera per la democrazia europea”

Di Alessio Pisanò

BRUXELLES – Lunedì la plenaria del Parlamento europeo sarà chiamata a votare su una revoca dell’immunità dei tre esponenti politici catalani esiliati in Belgio dopo il tentativo di organizzare un referendum per l’indipendenza e successivamente eletti eurodeputati: Carles Puigdemont, Antoni Comin e Clara Ponsatì. La Commissione affari giuridici del Parlamento europeo si è già espressa a favore di questa revoca. Nel caso venissero privati dell’immunità, il governo spagnolo potrebbe richiederne l’estradizione in Spagna dove verrebbero imprigionati preventivamente in attesa di giudizio.

Antonio Comin, in un’intervista con l’agenzia Dire, parla di possibile “giornata nera per la democrazia europea” nel caso il Parlamento europeo revocasse l’immunità cedendo in questo modo, a suo parere, alle pressioni del governo spagnolo.

“Siamo venuti a cercare giustizia in Europa, a Bruxelles, perché la Spagna non vuole giustizia ma vendetta“, attacca Comin, che denuncia come “i grandi partiti spagnoli come quello popolare, il liberale e anche quello socialista stanno facendo pressione in Europa affinché si approvi la revoca dell’immunità”.

Secondo l’eurodeputato, “c’è un’intenzione di persecuzione politica nei nostri confronti ma la giurisprudenza europea dice che non è possibile togliere l’immunità per motivi politici”.

“In atto c’è una lotta tra i principi democratici europei e gli interessi della Spagna”, continua Comin, che parla comunque di una certa solidarietà dimostratagli da molti eurodeputati appartenenti a tutti i gruppi politici, alcuni dei quali “capiscono che in Spagna i diritti civili e politici vengono violati”, altri “sposano la causa indipendentista catalana, approvando il nostro diritto di autodeterminazione e indipendenza”.

Comin parla di regionalismo e federalismo europeo, racconta della vicinanza espressa, ad esempio, dai socialisti scozzesi e dalla destra belga, mentre sottolinea di “essere lontano da partiti come la Lega” italiana, nonostante le origini secessioniste, poi messe da parte, del partito di Matteo Salvini.

Comin dice che “il regionalismo catalano non è quello di una regione ricca ma piuttosto un indipendentismo di sinistra che non si riconosce nei valori di una Spagna che non ha mai avuto una rottura con il passato franchista”.

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