Fai Cisl: le donne trainano l’agroalimentare, ma la parità è lontana

ROMA – All’80% delle donne impiegate nell’agroalimentare e nell’ambiente piace molto il proprio lavoro, ma il 45% delle intervistate ritiene che la propria azienda non sia sensibile alle esigenze delle lavoratrici, il 53% afferma che in azienda non vengono applicate le normative volte a garantire pari opportunità e, in ogni caso, il 61% delle interpellate considera la legislazione in materia di tutela del lavoro femminile molto inadeguata.

Sono alcuni dei dati emersi dalla prima fase dell’indagine Fai Cisl dal titolo “Tra vita e lavoro. L’esperienza e le opinioni delle lavoratrici dell’agroalimentare e dell’ambiente”, presentata durante un webinar in vista delle celebrazioni per la ricorrenza dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Durante l’incontro via web, è intervenuta la Direttrice centrale Istat Linda Laura Sabbadini. Videomessaggio della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, impegnata nel Consiglio dei Ministri. Tra i temi affrontati durante la videoconferenza: l’emergenza sanitaria e l’impatto su smartworking, conciliazione tra tempi di vita e lavoro, welfare aziendale, sicurezza sui luoghi di lavoro.

IL CAMPIONE DELLA RICERCA

Il campione, di 500 unità, utilizzato dal sindacato agroalimentare, è composto per il 60% da lavoratrici dell’industria alimentare, per il 25% dell’agricoltura e il restante 15% dei consorzi di bonifica e della forestazione. Il 78% delle donne intervistate sono operaie, delle quali il 55% stagionali. Il periodo della rilevazione va da luglio a novembre 2020, e contiene dunque anche diversi focus su come le donne hanno vissuto il lockdown dello scorso anno.

LE DISCRIMINAZIONI SUI LUOGHI DI LAVORO: LA PRINCIPALE È LA DISPARITÀ DI STIPENDIO

Alla domanda “quali siano i principali ambiti di discriminazione delle donne sui luoghi di lavoro”, le prime quattro posizioni sono: disparità di trattamento salariale, eccessivi carichi di lavoro, difficoltà nella progressione di carriera e nella gestione della maternità.

GLI INTERVENTI NECESSARI SECONDO LE DONNE: REDDITO, ORARI FLESSIBILI, ACCORDI AZIENDALI

Alla domanda “quali siano i tre ambiti principali su cui intervenire per favorire la conciliazione tra tempi di vita e lavoro” le risposte sono state: maggiori livelli di reddito,

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