Stadio della Roma, tutte le strade portano a Pietralata e Tor Vergata

dan friedkin

Ecco tutte le ipotesi sul piatto dopo la disfatta di Tor di Valle

ROMA – Ci sono due stazioni di metropolitana: Tiburtina e Quintiliani. C’è la stazione ferroviaria dove, tra l’altro, fermano le linee regionali FL1, FL2 ed FL3 oltre all’alta velocità. C’è l’innesto con l’autostrada A24 a circa un chilometro di distanza e due strade a scorrimento veloce a pochi metri, la nuova circonvallazione interna e via dei Monti Tiburtini, che chiedono solo una rampa di collegamento. E soprattutto c’è tanto spazio, quasi tutto pubblico. Sembra avere tutte le carte in regola, l’area di Pietralata-Sdo, a poche centinaia di metri dalla stazione Tiburtina, per diventare l’area deputata ad ospitare il nuovo stadio della Roma made in Friedkin.

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La Roma, questa mattina, durante il nuovo incontro tra Dan Friedkin e la sindaca Virginia Raggi, non ha ancora svelato tutte le sue carte. Ma in Comune si è già iniziato a ragionare sulle aree potenziamente idonee. E sono due quelle che sembrano potercela fare: Pietralata e Tor Vergata. La prima è un grande quadrilatero compreso tra via dei Monti Tiburtini, via dei Monti di Pietralata, via dei Durantini e via Carlo Amoretti, quest’ultima in via di realizzazione. Una zona rientrata nella lista dei terreni ‘papabili’ anche prima che il precedente patron della Roma, James Pallotta, scegliesse Tor di Valle. Cosa è cambiato da allora e cosa potrebbe far ricadere la scelta su Pietralata questa volta? Pallotta aveva bisogno di più spazio di quello che oggi chiede Friedkin. L’idea dell’ex propietario, infatti, era quella prevedere accanto allo stadio anche una vasta area commerciale oltre alla ‘Trigoria Due’, ovvero l’area dei futuri allenamenti della Roma, e ad un centro direzionale, poi addirittura cresciuto rispetto alle previsioni (non solo in altezza, con le tre torri di Libeskind). Quest’ultimo, tra l’altro, divenuto poi prevalentemente contropartita economica in cambio delle opere pubbliche. Per fare tutto questo il precedente progetto prevedeva l’utilizzo di quasi 900mila metri quadrati di territorio.

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