Scuole di ogni ordine e grado chiuse da lunedì 1 marzo (tranne nidi e materne), visite ai famigliari proibite, stop allo sport anche all’aperto ma negozi e mercati aperti: ecco cosa contiene l’ordinanza che firmerà domani Stefano Bonaccini
BOLOGNA – Scuole di ogni ordine e grado chiuse da lunedì 1 marzo (tranne nidi e materne), visite ai famigliari proibite, stop allo sport anche all’aperto ma negozi e mercati aperti. Dalla Città metropolitana arrivano i dettagli dell’ordinanza che verrà firmata domani dal presidente della Regione Stefano Bonaccini sulla zona arancione ‘scuro’ in tutta l’area metropolitana bolognese. È il consigliere delegato Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia, a sintetizzare i provvedimenti concordati oggi.
CHIUDONO LE SCUOLE TRANNE I NIDI E LE MATERNE
Dunque scuole chiuse e Dad, come già deciso per Imola, ma resta “consentito andare in presenza agli studenti che frequentano scuole nei comuni in cui queste sono aperte”, in pratica solo per chi frequenta istituti fuori dai confini metropolitani. “Resta salva- informa ancora Ruscigno- la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza”. Nel momento in cui si è deciso di chiudere le scuole “è stato richiesto urgentemente allo Stato di riattivare la copertura legata alla possibilità di congedo dei genitori obbligati a stare a casa dal lavoro con i minori, attualmente non operativa, condizione che ritengo fondamentale per evitare ulteriori criticità oltre a quelle già presenti in questi provvedimenti”.
SPOSTAMENTI SOLO PER NECESSITÀ, ANCHE NEL COMUNE DI RESIDENZA
Restano consentiti solo per ragioni “di lavoro, salute e comprovate necessità”, anche all’interno dei Comuni. Dunque “vietato fare visite a familiari e agli amici, anche nel proprio Comune, salvo casi di necessità. Vietato recarsi nelle seconde case”. Invece “restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni. I datori di lavoro pubblici sono tenuti a limitare la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza,