VITERBO – “La vera sostenibilità di un’azienda sanitaria si misura sull’investimento in qualità offerto al cittadino: più il percorso e la cura sono personalizzati, maggiore sarà il risparmio sanitario e la risposta di salute per il paziente”. Queste le parole di Daniela Donetti, direttore generale dell’Asl di Viterbo che da poco più di un mese, insieme all’azienda Roma 4 ha unite le forze per la gestione integrata dei pazienti con tumore cerebrale.
Le due aziende hanno creato una rete interaziendale per migliorare la sostenibilità e accrescere la sicurezza delle cure, ma anche per garantire la prossimità delle terapie ed evitare così che i pazienti debbano cercare specialisti e spostarsi sul territorio per sottoporsi ad interventi e seguire terapie personalizzate. Un progetto che è frutto della volontà delle due direzioni strategiche di Viterbo e Civitavecchia, e che la direttrice Donetti, racconta all’agenzia Dire.
Dottoressa Donetti, lei è stata confermata recentemente alla direzione dell’azienda sanitaria viterbese, può spiegarci come funziona la rete e qual è la genesi del progetto?
“E’ nata per rispondere ai bisogni di salute di un’area più vasta della sola Asl di Viterbo, in particolare per i tumori che riguardano il sistema nervoso centrale, e si basa sulla collaborazione tra professionisti dell’Asl di Viterbo, in particolare dell’ospedale di Belcolle, e la Asl Rm4. Questo tipo di tumori sono molto rari, fortunatamente, ma con questa rete abbiamo costruito una sinergia tra le competenze, le esperienze e le tecnologie dei professionisti che possono occuparsene, e ci siamo ispirati a due principi: la complessità e la prossimità delle cure, che a loro volta rispondono ad un principio ancora superiore, ovvero la sicurezza delle cure. I professionisti di questa rete hanno elaborato e avviato dei percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali in cui il paziente riceve la diagnosi nell’Asl di Civitavecchia e attraverso una valutazione multidimensionale e sistemi di e-health si attiva questo percorso nell’ambito della rete. Il paziente viene poi preso in carica per l’attività di chirurgica nei nostri centri di alta complessità, successivamente verrà seguito con i follow-up sempre nel contesto della nostra rete interaziendale. In sostanza il paziente non viene mai lasciato solo e noi crediamo che questo possa essere un aspetto che mira a dare maggiore qualità alle cure e alla presa in carico,