ROMA – L’agguato al convoglio dell’ambasciatore Luca Attanasio è stato sferrato da “elementi” del gruppo ribelle Forces Democratiques pour la Liberation du Rwanda (Fdlr): è la versione fornita dal governo congolese, che ha peraltro denunciato di non essere stato informato della missione alla quale partecipava il diplomatico. La ricostruzione è contenuta in una nota diramata a Kinshasa, firmata dal ministro dell’Interno Aristide Bulakali Mululunganya.
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Le Forces Democratiques de Liberation du Rwanda, note come Fdlr, “smentiscono ogni coinvolgimento” nell’agguato: così oggi all’agenzia Dire un portavoce del gruppo ribelle, Cure Ngoma, che ipotizza invece responsabilità di militari regolari. “Non abbiamo alcuna postazione nella zona” sottolinea il rappresentante dei ribelli, una formazione composta perlopiù da combattenti hutu con basi nella provincia del Nord Kivu, a ridosso del confine con il Ruanda. “Secondo le informazioni delle quali disponiamo – riferisce Ngoma – il convoglio dell’ambasciatore è stato attaccato in una zona detta delle ‘tre antenne’, lungo la frontiera con il Ruanda, non lontano da postazioni dell’esercito congolese, le Fardc, e di militari ruandesi, le Forces de Defense Rwandaises”.
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Il portavoce continua, rilanciando una versione diffusa anche in una nota: “I responsabili di questo assassinio ignobile vanno cercati nei ranghi di questi due eserciti e dei loro sostenitori, che hanno stretto un’alleanza contro natura per continuare a saccheggiare l’est della Repubblica democratica del Congo”. Secondo Ngoma, il governo di Kinshasa e la missione di peacekeeping delle Nazioni Unite “dovrebbero ora avviare un’inchiesta seria invece di ricorrere ad accuse odiose”.
LA NOTA UFFICIALE DEL GOVERNO
“Oggi verso le 9 del mattino, ora locale, un convoglio del Programma alimentare mondiale è stato oggetto di un assalto armato da parte di elementi delle Forces Democratiques pour la Liberation du Rwanda sulla strada di Rutshuru, nel distretto di Kibumba, nel territorio di Nyiragongo”, si legge nel testo diramato dal governo. Nel comunicato si riferisce che l’ambasciatore è rimasto “ferito all’addome da colpi d’arma da fuoco e soccorso dalle guardie dell’Istituto congolese per la conservazione della natura (Iccn) e trasportato a Goma all’ospedale della Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo (Monusco),