Abruzzo, ultimo saluto agli escursionisti del Monte Velino: “Ci rivedremo”

PESCARA – “In primavera, lungo la valle Majellama si scioglieranno le nevi e spunteranno i fiori delle alture. Quando torneremo a salire sul Velino potremo e dovremo guardare quei fiori e portare al cuore i vostri occhi sorridenti. Quelli che abbiamo tante volte rivisto nei lunghi giorni dell’attesa. Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino, ci rivedremo“. Lo ribadisce più volte quel “ci rivedremo” il vescovo di Avezzano, Pietro Santoro, avvolto dal silenzio irreale della Cattedrale dei Marsi, dove attorno alle bare dei quattro escursionisti si è stretta nel dolore un’intera comunità. Ai familiari, monsignor Santoro non ha nascosto l’assurdità di un evento così tragico: un perché, dice il vescovo nella sua omelia, non lo troveremo. Non qui e non oggi.

“Una risposta tascabile- dice – non c’è. La fede è domanda e inquietudine del cuore. Ora siamo tutti avvolti da un velo che ci separa dalla verità nascosta. Ma quando e come annunciano le Scritture, ci sarà tolto il velo della conoscenza, vedremo Dio faccia a faccia e capiremo tutto. Il perché di queste morti e di tutto il dolore innocente che attraversa la Terra. Ma una verità esiste ed emerge dalla croce: sulla croce c’è il senso di tutto”. “Io sono la resurrezione e la vita e chi crede in me non morirà in eterno”, dice per due volte monsignor Santoro facendo di Valeria, Gian Mauro, Gianmarco e Tonino parte di quel disegno che non ci è dato comprendere, ma che deve spingerci ad essere tutti “costruttori di una terra e una società non opaca, ma concorde. Solidale. Dove la cura dell’altro è l’orizzonte di ognuno e di tutti”.

Nei loro sorrisi, nella loro vitalità piegata dall’urlo della montagna, l’esigenza di “non essere miopi” di lottare contro “tre atteggiamenti oscuri: il cinismo del pensiero, l’assenza del pensiero ideale e la nebbia del puntare il dito”, prosegue il vescovo di Avezzano forse anche per mettere a tacere quelli che, invece che messaggi di solidarietà, hanno riservato parole pesanti verso chi, sorpreso dalla crudeltà della natura,

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