Covid, Rezza: “Rt aumenta, servono più zone rosse”

ROMA – “Il quadro epidemiologico ci indica che Rt sta aumentando e vediamo che all’interno di diverse Regioni ci sono aree con incidenza molto elevata, in parte dovuto alla presenza di nuove varianti che hanno tendenza ad una maggiore trasmissibilità”. Così il professor Giovanni Rezza, direttore della prevenzione del ministero della Salute, intervenendo alla conferenza stampa della cabina di regia sul monitoraggio epidemiologico del Covid-19.

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“La variante del Kent, ovvero quella inglese, che è presente in tutto il territorio nazionale – prosegue Rezza – incide in particolar modo sulla trasmissibilità che è del 40% in più, come si è evidenziato nella prima flash survey condotta nei giorni scorsi e ci aspettiamo che con la seconda survey potranno emergere nuovi dati per valutare la presenza anche delle altre varianti. La variante sudafricana, simile a quella brasiliana perché condivide la stessa mutazione che modifica la conformazione della proteina Spike, rendendola un po’ più inquietante. Nei confronti di queste varianti dobbiamo agire tempestivamente e in modo aggressivo. Dobbiamo quindi fare maggiore contenimento, ovvero zone rosse che riducano mobilità e aumentano il distanziamento. Non diamo per scontato che le altre varianti, brasiliana e sudafricana, si diffondano come quella inglese ma dobbiamo fare in modo che questo non succeda. Nel Tirolo c’è più ampia diffusione di sudafricana, come in Portogallo, Francia, Germania: è chiaro che questi Paesi adottino misure di protezione e controllo in attesa di coprire una maggiore copertura vaccinale – conclude il direttore della prevenzione”.

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“VARIANTE UK DOMINANTE, ZONE ROSSE ALL’INTERNO REGIONI”

“All’interno delle Regioni vanno fatte delle zone rosse. La Uk è più diffusa e diventerà dominante, ma dobbiamo fare di tutto per limitare le altre. Ci aspettiamo un aumento dei casi dovuto alla variante inglese- ha proseguito Rezza- Questa è molto diffusa soprattutto sulla costa adriatica e ha una maggiore trasmissibilità rispetto ai ceppi circolanti superiore al 45% e allo stesso tempo, questa è la buona notizia, non riduce l’efficacia del vaccino. La variante brasiliana è diffusa in Umbria, soprattutto a Perugia e in alcune zone della Toscana con casi sporadici in altre parte del Paese”.

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