Lenzi (Sapienza): “Più tecnologia per contrastare il diabete”

I nuovi sistemi che consentono di misurare i livelli glicemici in continuo (FGM) e a distanza (CGM) al centro del Dialogue meeting web, promosso dalla rivista di politica sanitaria ‘Italian Health Policy Brief’

ROMA – “Avvicinare il diabetologo al proprio paziente è fattore critico di successo e le nuove tecnologie in questo senso possono giocare un ruolo centrale, consentendo di superare alcuni ostacoli tipici della gestione di una patologia così complessa e ad elevata prevalenza come il diabete”. A dirlo il professor Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma, intervenendo al Dialogue meeting web promosso dalla rivista di politica sanitaria ‘Italian Health Policy Brief’. Al centro dell’incontro, in particolare, i nuovi sistemi che consentono di misurare i livelli glicemici in continuo (FGM) e a distanza (CGM), semplificando “non poco la vita dei pazienti” che devono controllarli più volte nel corso della giornata.

Tali strumenti, in grado di “migliorare l’aderenza terapeutica, la qualità di vita dei pazienti ma anche di contenere i costi di gestione della patologia”, di recente sono stati anche oggetto di un ‘Expert Paper’ che ha coinvolto i massimi esperti della diabetologia e dell’endocrinologia nazionale. “I pazienti diabetici vivono una condizione di forte disagio che impatta fortemente sulla qualità della loro vita nel timore di essere esposti a crisi ipoglicemiche che possono comportare anche urgenti ricoveri ospedalieri- ha spiegato Lina Delle Monache, consigliera nazionale della FAND (Federazione associazione nazionale diabetici)- Quindi è fondamentale facilitare l’accesso a nuove tecnologie che semplifichino le metodologie di controllo dei livelli glicemici, assicurino maggior aderenza alle terapie e non interferiscano con la quotidianità”.

IL MONITORAGGIO DA REMOTO E LA TELEMEDICINA

Nel corso del meeting il tema del monitoraggio in remoto e in continuo dei livelli glicemici è stato affrontato nella logica dell’efficientamento dei servizi sanitari, che dovrà “sempre più poggiare sul pilastro della telemedicina” ma che “non potrà affermarsi se verranno meno- è stato rilevato da più parti- le necessarie scelte di politica sanitaria” e se “non saranno superate le disomogeneità assistenziali che ancora caratterizzano i diversi servizi sanitari regionali”. Secondo gli esperti ci sono dunque “ancora troppe lacune” pur tra alcune “lodevoli eccezioni quali, ad esempio, quello della Regione Sardegna,

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