ROMA – Centinaia di casi pervenuti che “testimoniano una difficoltà sempre maggiore di tutelare i propri figli in tribunale” in procedimenti che “la maggior parte delle volte partono da denunce di donne per violenze fisiche, psicologiche, possibili abusi, sempre più inascoltate, spesso archiviate”. Casi in cui “ci troviamo di fronte alla valutazione delle capacità genitoriali della persona che ha denunciato per tentare di salvare se stessa e i propri figli”, e in cui, poi spesso, “il malfunzionamento del sistema comporta l’allontanamento del figlio dall’ambito familiare, principalmente dalla madre”.
Sta tutto nelle parole pronunciate stamattina in apertura della conferenza stampa sul caso Laura Massaro alla Camera dalla deputata di Forza Italia, Veronica Giannone, il paradosso che continua a consumarsi sulla pelle di centinaia, forse migliaia, di madri italiane che denunciano violenza e maltrattamenti da parte di compagni ed ex compagni e si ritrovano la vita scandagliata dalla lente di ingrandimento di consulenze tecniche d’ufficio, perizie e relazioni dei Servizi Sociali, provvedimenti provvisori dei tribunali minorili, percorsi di psicoterapia obbligatori, in un gorgo di procedimenti e querele che dura anni e travolge le vite loro e dei loro bambini.
È così anche per il figlio di Laura, oggi undicenne, un’infanzia segnata dal “terrore”, dice la mamma, persino di fare la cosa più naturale per un bambino, “andare a scuola”, perchè vive nella costante consapevolezza e tensione di un padre che chiede per lui l’allontanamento e il collocamento in casa famiglia“, racconta. Un caso che sembrava essersi parzialmente chiuso con una semivittoria per la mamma-coraggio, quando nel gennaio del 2020, la Corte d’Appello aveva annullato il precedente provvedimento del Tribunale dei minorenni che disponeva l’allontanamento del bambino, senza revocare però la figura del tutore. Ma che, dopo otto anni, sembra assumere le sembianze di quello che la donna definisce una “persecuzione giudiziaria”.
“Nell’ultima udienza al tribunale dei Minorenni del 3 febbraio- spiega Massaro in conferenza stampa- il padre del bambino e la tutrice, a cui è stato affidato indebitamente mio figlio sulla base di una perizia di alienazione parentale,