ROMA – Un lontano puntino nel cielo celebra, anche lui, il più grande tra i poeti. Il piccolo asteroide, sette chilometri di diametro, vagava ignaro nei cieli dell’Arizona quando venne scoperto e battezzato come Dante. Alighieri, naturalmente. 1981 CY fu il suo primo nome prima di incrociare il padre della lingua italiana. Venne avvistato agli inizi di febbraio del 1981 da Norman G. Thomas dell’osservatorio di Lowell. Quarant’anni fa, anniversario tondo come quello dei 700 anni dalla morte di Dante che ricorre proprio quest’anno e che ha riportato vita e opere del Sommo Poeta in primo piano. Ad accorgersi di questa e di altre coincidenze l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project e Coordinatore per l’Italia di Asteroid Day.
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“Dante Alighieri è trasversalmente un gigante, la cui statura svetta sulla cultura dell’uomo a tutto tondo. Nelle sue opere ha tratto spunto non poco dall’astronomia del suo tempo- ricorda Masi, a colloquio con la Dire-. Da questo ho tratto un mio modesto interesse personale per avviare questo percorso. E mi sono accorto che esiste un asteroide con il nome di Dante. Venne scoperto il 6 febbraio 1981 da Norman Thomas dell’osservatorio Lowell in Arizona, una stazione montana, ed è stato dedicato al Sommo Poeta. Mi ha fatto particolarmente piacere che a dedicargli un asteroide, un pezzetto di quel cielo che Dante amava, sia stato un americano. Orbita intorno al Sole e, placidamente, il nome di Dante viene immortalato anche così”.
È possibile vederlo nel nostro cielo?
“Si tratta di un asteroide di diametro stimato di 7 chilometri, sta ora concludendo la sua stagione di visibilità. Io sono riuscito a catturare un’immagine con i miei telescopi, ne riparleremo poi nella seconda metà del 2021, quando si concretizza anche ufficialmente la ricorrenza della morte, in settembre”.
Se siete amanti delle curiosità, Masi ne ha un’altra per voi. Dante, nel Canto I del Purgatorio,