ROMA – Sarà per il fatto che ognuno doveva stare a un metro di distanza l’uno dall’altro, alla fine però il colpo d’occhio sui 23 ministri del Governo Draghi dava l’impressione fossero molti di più, quasi un’armata. Speriamo non diventi ‘L’armata Brancaleone‘, immortale film di Mario Monicelli campione di incassi nel 1966, entrato nei dizionari come sinonimo di “gruppo variopinto, accozzaglia di persone dalle idee confuse e poco organizzate”. Oggi durante la cerimonia del giuramento due cose mi hanno colpito: le espressioni sul volto di alcuni ministri, colte anche dietro le mascherine; le tante ‘canzoni’ diverse nei toni e nella musica ascoltate in questi anni dai ‘nuovi’ ministri politici, che ora però dovranno mandare a memoria in tempi rapidi lo spartito del ‘maestro’ Draghi. Alcuni volti erano scuri, tesi, che mal si adattavano col solenne momento della nascita di un nuovo esecutivo. Segno che questa nuova avventura viene già avvertita come piena di rischi e insidie.
Il nuovo governo Draghi è nato perché quello di Conte era stato giudicato non adatto a gestire i 209 miliardi che arriveranno dall’Europa per far ripartire l’Italia. C’è stata una forzatura, con Matteo Renzi, leader di un partitino del 2 per cento, che ha fatto saltare il tavolo potendo contare su quanti a livello trasversale volevano togliere di mezzo ‘Giuseppi’. Forse è anche per la manovra politica che ha dovuto subire, che al momento dell’uscita da Palazzo Chigi, Giuseppe Conte è stato salutato da tanti dipendenti affacciati alle finestre con scroscianti applausi. Venendo ai soldi, vero oggetto della battaglia politica in corso, fatti alcuni calcoli, dei 209 miliardi europei più di 170 mld verranno gestiti direttamente dai pochi ministri tecnici messi da Draghi nei posti chiave. Tradotto: tutti gli altri ministri politici gestiranno ‘briciole’, e questo significa già qualcosa. La navigazione sarà subito burrascosa, non potrà neanche bearsi della luna di miele dei primi 100 giorni che viene concessa a tutti.
I primi a saltare saranno i ‘grillini’, che già stasera litigheranno di brutto sul magro,