ROMA – “Illustre presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, illustre assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, illustre ministro della Sanità Roberto Speranza. Mi chiamo Anastasia Ussia e sono una ginecologa di 65 anni residente a Roma, che esercita attività libero-professionale a Roma”. Comincia cosi’ la lettera di una dottoressa calabrese, in attività nel Lazio ormai da tantissimi anni, operante prevalentemente in strutture sanitarie private. Il medico, parlando con l’Agenzia Dire dopo aver scritto la lettera, denuncia la situazione dei sanitari in strutture non pubbliche spiegando che “a loro non arriva la comunicazione su quando potranno vaccinarsi. Al momento- dice la dottoressa- siamo in attesa di indicazioni dalle Asl che non arrivano. Senza una data indicata, vuol dire che la vaccinazione per noi potrà arrivare anche tra qualche mese e intanto continuamo a lavorare in stretto contatto con pazienti anche in sala operatoria. Cosi’ non siamo sereni. Siamo a rischio noi e i nostri pazienti. Io per senso di responsabilità faccio i tamponi tutte le volte, ma questo non basta a tutelarci”.
La dottoressa Ussia, nella lettera inviata ai vertici della Regione e al ministro Speranza, racconta: “Nonostante iscritta alla campagna vaccinale contro il COVID 19 da tempo con la piattaforma dell’Ordine dei medici di Roma, non sono stata ancora chiamata per fare la vaccinazione e dall’Ordine dei medici mi è arrivata la comunicazione che per noi medici iscritti nelle liste come liberi professionisti al momento le vaccinazioni sono sospese. Sottolineo che da medico con oltre 40 anni di attività e come cittadina non posso che condividere la priorità data al personale sanitario in prima linea in reparti a rischio rispetto a noi che lavoriamo in strutture private ma pur sempre a contatto con pazienti e quindi a rischio potenziale di contrarre e diffondere il virus certamente più alto di altre categorie che hanno già avuto la vaccinazione”.
La dottoressa sottolinea: “Siamo tutti stati penalizzati da questa pandemia e dalle sue conseguenze sanitarie, economiche e sociali. Anche se spaventati e disorientati,