ROMA – A quasi un anno dallo scoppio della pandemia e di fronte ad un’assistenza sanitaria che ha impiegato sul fronte della guerra al nuovo coronavirus la maggior parte delle risorse economiche e umane del sistema sanitario pubblico, il IX rapporto sulla Sanità Pubblica, Privata e Intermediata non poteva che registrare l’inevitabile aumento del bisogno di protezione e di salute dei cittadini italiani. L’indagine, condotta come ogni anno dalla Fondazione Censis per conto di Intesa Sanpaolo RBM Salute, approfondisce le prospettive del Sistema Sanitario del nostro Paese tra sostenibilità, equità e promozione della salute.
Il bisogno di salute nel nostro Paese, come attestano i circa 40 miliardi spesi in sanità privata in Italia ogni anno, è forte e gestito attraverso un significativo impiego di risorse personali da parte di ciascun cittadino. Certo, esistono forme di assicurazione sanitaria integrativa sostenute dalle aziende per i propri dipendenti e collaboratori ma riguardano, per lo più, imprese medio-grandi. Eppure il rapporto rileva che, per 2 italiani su 3, proteggere la propria salute durante la pandemia, che ancora imperversa, è la principale fonte di preoccupazione. E un dato ancora più importante, che emerge anch’esso dal rapporto, è quello che riguarda il rinvio delle prestazioni sanitarie a causa del Covid-19, che ha riguardato almeno un terzo degli italiani. A fronte dei circa 25 milioni di pazienti con patologie croniche che necessitano di cure, terapie e assistenza continuativa, il rinvio e la rinuncia alle prestazioni rendono il quadro clinico ridelineato dal Covid ancora più drammatico. A illustrare all’agenzia Dire e spiegare i contenuti del rapporto è Marco Vecchietti, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo RBM Salute.
– Dottor Vecchietti, il Covid ha acuito il concetto di sindemia: l’intrecciarsi tra un’ampia diffusione delle cronicità, le difficoltà della sanità pubblica in termini di risorse e organizzazione, la crescita dei bisogni di cura e di salute dei cittadini. Che impatto avrà, sul futuro del Sistema sanitario, la cronicità nel dopo Covid?

‘La storia del nostro Sistema Sanitario non inizia e non finisce con la pandemia. Del resto, anche questo Rapporto ISP RBM Salute-Censis non è all’anno zero ma è l’ultima tappa di un percorso,