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In piazza a Roma solidarietà e impegni contro il golpe in Myanmar

Sit-in dell’associazione Italia-Birmania insieme e dalle sigle sindacali nazionali Cigl, Cisl e Uil, organizzato nell’ambito di un’iniziativa internazionale

di Brando Ricci

ROMA – “Il popolo birmano è unito sia in patria che all’estero nella lotta non violenta contro il colpo di Stato militare: questa volta andiamo fino in fondo“. A scandire queste parole davanti a decine di persone nella centrale piazza San Silvestro, a Roma, è Yimon Win Pe, della comunità birmana in Italia. L’occasione è un sit-in dell’associazione Italia-Birmania insieme e dalle sigle sindacali nazionali Cigl, Cisl e Uil, organizzato per oggi nell’ambito di un’iniziativa internazionale contro l’intervento dell’esercito che ha rovesciato il governo eletto e trasferito i poteri al comandante in capo Min Aung Hlaing.

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Cecilia Brighi, segretaria dell’associazione promotrice dell’iniziativa, riferisce all’agenzia Dire che “oggi alla stessa ora numerosi sindacati del mondo stanno manifestando affinchè il regime militare non venga riconosciuto” e affinchè “si riconosca invece l’esecutivo eletto” a novembre, guidato dalla National League for Democracy (Nld). Dirigente di spicco del partito nel ruolo di consigliera di Stato, presidente de facto del Paese, la Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi è da dieci giorni in stato di fermo. Brighi sottolinea: “Abbiamo preso appuntamento con la Commissione esteri di Camera e Senato affinchè si possa arrivare a una dichiarazione congiunta per richiedere il ritorno alla democrazia”.

Appelli che trovano riscontri nella parole della deputata del Partito democratico Laura Boldrini, che annuncia l’intenzione del Parlamento di “produrre una risoluzione che richieda il rilascio dei dirigenti del governo arrestati”. Intervistata dalla Dire a margine del sit-in, la parlamentare, che è anche esponente della Comissione esteri della Camera, sottolinea che i militari “devono capire che stanno rischiando l’isolamento” e che al contrario “hanno solo da guadagnare dall’aprirsi agli appelli della comunità internazionale”.

A partecipare oggi anche Susanna Camusso,

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