AGI – “Io credo che il Quaderno bianco sia un esempio di programmazione a 5 e 10 anni per investire le risorse che finalmente ci sono; che possa rappresentare una traccia, un impegno per andare verso il futuro. Il presidente Draghi saprà ben fare visto che da tempi non sospetti ha dimostrato interesse per la scuola, per la centralità della scuola vista come momento determinante per la crescita della nostra società”.
Così Beppe Fioroni, esponente del Pd e già ministro dell’Istruzione negli anni del governo Prodi dal 2006 al 2008, contattato dall’AGI ricorda quei ‘tempi non sospetti’ in cui nelle vesti di responsabile del dicastero dell’Istruzione si confrontò con l’allora Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, e venne fuori il cosiddetto ‘Quaderno bianco’, rimasto poi in un cassetto. Tema centrale, la scuola.
“Era il 2006 – racconta Fioroni all’AGI – ero appena diventato ministro ed esce uno studio di Bankitalia che si occupa dell’importanza della valutazione nell’istruzione ma soprattutt