Bologna avvia uno studio sulla droga ‘Purple drank’, sciroppo con bibita

Si sta diffondendo un nuovo modo per ‘sballarsi’ che consiste nel mescolare il medicinale per la tosse a base di codeina con una bevanda analcolica. L’Ausl della città emiliana ha avviato una ricerca, la prima in Italia, in collaborazione con il Serd di Forlì e Rimini

BOLOGNA – Tra i ragazzi si starebbe diffondendo un nuovo modo per ‘sballarsi’: mescolare lo sciroppo per la tosse, a base di codeina, con una bevanda analcolica (o anche alcol). Il mix darebbe effetti come alterazione della coscienza, deliri e allucinazioni, sia calmanti che euforici, allo stesso modo di altri oppioidi. Questi sciroppo ‘rinforzato’ si chiama ‘Purple drank’ ed è finito sotto i riflettori dell’Osservatorio epidemiologico e delle dipendenze dell’Ausl di Bologna, al punto che gli esperti dell’Azienda sanitaria hanno avviato una ricerca, in collaborazione con il Serd di Forlì e Rimini. Si tratta del primo studio di questo tipo in Italia. “È compito di chi fa ricerca vedere la realtà nella sua evoluzione e non aspettare che accadano gli eventi”, spiega alla ‘Dire’ Raimondo Pavarin, direttore dell’Osservatorio e referente scientifico dello studio insieme a Edoardo Polidori.

  • purple drunk bologna
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La ‘Purple drank’, spiegano gli esperti dell’Ausl, “è una sostanza ricreazionale composta da sciroppo per la tosse (a base di codeina e prometazina cloridrato) mescolato con una bevanda analcolica (solitamente Sprite) o alcol. L’uso può essere caratterizzato da alterazione della coscienza, agitazione aggressiva, deliri acuti e allucinazioni visive. Gli effetti ricercati sono sia calmanti che euforici. Può provocare sintomi psicopatologici e fisici che si sviluppano come con altri oppioidi”. Il consumo di ‘Purple drank’, spiega ancora l’Osservatorio dell’Ausl di Bologna, “è in aumento non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa, con una grande diffusione in Francia, e risulta correlato alla crescita del numero di prescrizioni di farmaci contenti oppioidi, molto elevato in Francia e in Gran Bretagna”.

Gli esperti dell’Azienda sanitaria hanno quindi messo a punto un questionario anonimo, disponibile sul portale dell’Ausl di Bologna,

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