Il sindaco di Bologna Virginio Merola, il rettore dell’Università Francesco Ubertini, il governatore della Regione Stefano Bonaccini e la presidente dell’assemblea legislativa Emma Petitti avanzano la richiesta a Draghi e Mattarella, sottolineando che quando si tratta di diritti umani non c’è alcuna ingerenza
di Andrea Sangermano e Mirko Billi
BOLOGNA – Da Bologna, e col sostegno di molti sindaci italiani, si alza forte ancora una volta il coro che chiede di riconoscere per Patrick Zaki la cittadinanza italiana. Un appello che viene rivolto oggi direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso di un’iniziativa di mobilitazione organizzata dall’Alma Mater di Bologna a un anno dalla carcerazione del suo giovane studente egiziano.
“Oggi sono qui con noi tanti sindaci italiani, molti sono collegati- sottolinea il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini– a significare che Patrick non è più solo un cittadino dell’Alma Mater e di Bologna. È un giovane uomo che il nostro intero Paese riconosce come esempio di impegno morale e civile“. L’idea di rivolgersi a Mattarella, incalza il sindaco di Bologna, Virginio Merola, “significa che noi chiediamo la cittadinanza italiana per Patrick, sapendo che questa coincide con la cittadinanza europea. E quindi ci permetterà che, anche a livello europeo, si assumano tutte le responsabilità conseguenti”. Merola si augura dunque che Mattarella “tenga conto di questo appello”, sperando che “questa pressione internazionale aumenti e che questo non sia un pretesto per le autorità egiziane per rivendicare la non ingerenza. Se si aderisce alle convenzioni Onu- attacca il sindaco di Bologna- il tema dei diritti umani non può avere barriere nazionali. Se si vuole stare fuori dalla comunità internazionale, è più coerente non partecipare a queste convenzioni. Non sono possibili atteggiamenti di questo tipo nei confronti di un Paese come l’Italia e l’Europa. Su alcune questioni di fondo, le relazioni non possono essere mantenute ad ogni costo“. E aggiunge: “Molti cittadini di Bologna andavano in Egitto. Ora non ci vanno più per la pandemia, ma molti non ci andranno più per quello che state facendo a Patrick Zaki”.