Tg Politico Parlamentare, edizione dell’8 febbraio 2021

IL DREAM TEAM DI DRAGHI: 20 MINISTRI E TANTE DONNE

Venti ministri, tante donne, tecnici e personalità d’area. E’ questo lo schema sul quale il presidente incaricato Mario Draghi sta ragionando insieme al capo dello Stato, Sergio Mattarella. Nelle prossime 48-72 ore è probabile che l’ex governatore della Bce salga al Colle con la lista dei componenti del prossimo esecutivo. Il nodo da sciogliere resta quello delle presenze “politiche”, ma è ormai quasi deciso che i leader dei partiti resteranno fuori. Prende corpo, da questo punto di vista, una sorta di cabina di regia dei numeri uno della maggioranza nella quale confrontarsi periodicamente con il premier Draghi. Saranno espressione del Parlamento, invece, i vice ministri e i sottosegretari. Quanto al totoministri, per i posti nei dicasteri economici i nomi che girano sono quelli di Dario Scannapieco, Daniele Franco, Marcella Panucci, Enrico Giovannini, Carlo Cottarelli, Linda Laura Sabbadini ed Ernesto Maria Ruffini. All’Interno potrebbe restare Luciana Lamorgese mentre Marta Cartabia è data alla Giustizia e Patrizio Bianchi all’Istruzione.

PARTI SOCIALI: SUBITO LA CONCERTAZIONE

Dopo la politica e’ il turno delle parti sociali nelle consultazioni del premier incaricato Mario Draghi. Sindacati e imprese chiedono che il confronto possa iniziare il prima possibile. Sul tavolo il blocco dei licenziamenti che scade il 31 marzo. Per Cgil, Cisl e Uil serve una proroga perchè il Paese rischia “una bomba sociale”, mentre Confindustria propone un allungamento selettivo del blocco, solo per i settori in difficoltà. Tra i primi provvedimenti che il prossimo governo dovrà affrontare ci sono il quinto decreto ristori e la riforma delle pensioni. Commercianti e imprese auspicano un segnale sulle aperture perché il modello del lockdown “non è più sostenibile economicamente”. Ma chiedono anche indennizzi più pesanti, il rinvio delle tasse e una accelerazione sul piano vaccini. Quota 100, che garantisce la pensione a 62 anni scadrà alla fine dell’anno e i sindacati temono torni lo scalone con l’uscita posticipata a 67 anni.

CORSA CONTRO IL TEMPO PER LE NORME COVID

Il tema piu’ urgente che il nuovo governo si troverà ad affrontare e’ la gestione della pandemia.

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