Smart working e sicurezza, Agenzia delle Entrate si racconta al Dig.eat

ROMA – Oltre 30mila dipendenti messi in poche settimane nelle condizioni di lavorare da casa o riducendo gli spostamenti, gestendo milioni di dati tributari di cittadini italiani in totale sicurezza, e di portare avanti i progetti di innovazione. L’esempio di best practice vede protagonista l’Agenzia delle Entrate, che sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria ha garantito continuità nei servizi erogati a istituzioni, enti e cittadini. Lo raccontano Matteo Piperno, Capo ufficio Protezione dati, e Giuseppe Buono, Direttore Centrale tecnologie e innovazione dell’Agenzia delle Entrate in un Talk che verrà trasmesso in streaming domani dalle 9.30 alle 10 sulla piattaforma del DIG.eat (https://www.digeat.it/login/), dov’è in corso l’evento sul digitale promosso da ANORC e Digital & Law Department fino al 12 febbraio.

Nell’intervista i manager spiegano come sia stato possibile far funzionare accessi e servizi dell’Anagrafe Tributaria, banca dati alla quale sono connessi, oltre ai 32 dipendenti, circa 450 enti esterni, poi Regioni, Comuni, soggetti intermediari e imprese. Un sistema che riceve oltre 40 milioni di documenti tra dichiarazioni dei redditi ed altri dati rilevanti ai fini fiscali. Dati che in parte sono stati gestiti dai dipendenti in modalità di lavoro agile grazie a “nuove policy di sicurezza informatica” spiega Buono.

Del resto, il telelavoro, come spiega Piperno, “era già esistente”. L’Agenzia ha esteso in larga scala smart working e coworking cercando di “ricreare la stessa cornice di sicurezza che esiste all’interno della struttura. E laddove alcuni elementi non potevano essere riprodotti abbiamo integrato attraverso regole comportamentali che hanno responsabilizzato i dipendenti fornendogli strumenti per meglio configurare i dispositivi propri o quelli forniti dall’Agenzia”.

L’altro traguardo è stato “portare avanti- spiega Buono- i progetti strategici. Stiamo lavorando al supporto dell’iniziativa della lotteria scontrini, così come a nuovi servizi per la massima valorizzazione dei dati di cui siamo in possesso dall’Anagrafe Tributaria, per rendere più semplice il lavoro per gli utenti. Quindi, per esempio, la precompilata Iva: quest’anno il progetto che sarà avviato in via sperimentale per disporre in maniera precompilata i registri Iva per alcuni contribuenti e le liquidazioni”. Con questo tipo di innovazioni l’Anagrafe “ribalta- aggiunge Piperno- il paradigma dell’Agenzia delle Entrate che era percepita come una sorta di ‘black box’ dove arrivavano centinaia di milioni di informazioni che dovevano essere trattate, mentre il cittadino rimaneva in attesa di conoscere quali erano gli esiti di queste attività.

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