Roma, ‘Don Camillo e Peppone’ per la Madonna di Piazza Sempione

Nel Municipio III tra 3 mesi partiranno i lavori. La Madonnina, a cantiere finito, sarà più bella che mai, sul Sagrato della chiesa dei Santi Angeli Custodi

ROMA – Spostare la Madonnina di piazza Sempione dal centro della strada, dove ogni giorno viene sfiorata da migliaia di automobili, e collocarla 20 metri più in là su un largo marciapiede, proprio di fronte alla chiesa dei Santi Angeli Custodi, sta diventando un caso degno delle più bizzarre e ironiche risse tra Don Camillo e Peppone. Solo che non siamo nella bassa padana del Dopoguerra, con lo spettro dei comunisti mangia bambini alle porte, ma nella Roma del 2021. E nessuno si sogna di rimuovere la statua. Anzi, il progetto prevede di valorizzarla nell’ambito di una pedonalizzazione.

Tutto nasce quando la giunta del III Municipio, guidata dal presidente Giovanni Caudo, decide di approvare un progetto di riqualificazione di piazza Sempione, oggi ridotta a un parcheggio. La piazza si trova davanti a uno dei più splendidi esempi di architettura degli anni ’20, il “Palazzo pubblico” che ospita il Municipio, con tanto di portico e torre campanaria, realizzato tra il 1921 e il 1923 dall’architetto Innocenzo Sabbatini. E come nelle storie di Guareschi a pochi passi ecco la chiesa del Giovannoni, anch’essa splendida, innalzata e consacrata tra il 1922 e il 1924. Il progetto di Caudo, già autorizzato dalla Sovrintendenza, prevede la pedonalizzazione della piazza (lasciando comunque il passaggio alle auto sui due lati), e l’allargamento del marciapiede di fronte alla chiesa. Proprio nell’ambito di questa operazione, destinata a far tornare piazza Sempione un salotto del quartiere, l’amministrazione del III Municipio ha poi pensato di collocare la statua della Madonna nell’area pedonale di fronte alla chiesa, spostandola dal centro della carreggiata dove oggi si trova, protetta da una gabbia metallica e posta su tre gradini per evitare che un’auto possa disintegrarla sbandando in curva. Un modo per valorizzarla e proteggere, allo stesso tempo, i devoti che le rendono omaggio.

Non tutti, però, sono d’accordo.

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