AGI “Dateci le linee guida entro marzo o fallirà un comparto intero da oltre 65 miliardi l’anno”. Elisa Mocci, fra le più note wedding planner italiane, si fa portavoce del grido di allarme dell’industria dei matrimoni. “Il ministro per le Attività produttive prenda esempio dal governatore dello stato di New York Andrew Cuomo”, sollecita l’imprenditrice, 33 anni, “che sta dando segnali di ripartenza e ha autorizzato i matrimoni da maggio 2021 con un massimo di 150 invitati testati”.
Dallo scoppio della pandemia da coronavirus i wedding planner sono stati fermi per un anno, nessuno ‘stop and go’: hanno dovuto rinviare in blocco i matrimoni programmati per il 2020 al 2021, ma ora rischiano di perdere anche questa stagione. Mocci non è rimasta con le mani in mano in attesa di ristori dal governo che non sono mai arrivati e ha fatto rientrare, dopo un primo periodo, i dipendenti dalla cassa integrazione e spostato online la sua attività di formatrice del settore con un’Academy che le ha permesso di non sprofondare.
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