Francesco, senzatetto di Bologna: “Siamo esseri umani, il Comune ci aiuti”

Approfittando dell’iniziativa “Camper che ascolta”, l’uomo senza fissa dimora racconta che sta aspettando da cinque mesi la residenza fittizia, e si offre per fare lavoretti in cambio di un tetto

BOLOGNA – “Caro Comune…”, ripete più volte Francesco. È uno dei senzatetto che si radunano tutti i giorni in piazza di porta Castiglione, a Bologna, davanti all’ingresso dei giardini Margherita. Oggi ha approfittato di una conferenza stampa convocata dai promotori del “Camper che ascolta” per rivolgere all’amministrazione comunale tre richieste concrete: la possibilità di dormire al coperto in cambio di lavori di manutenzione sulle stesse strutture comunali, abbonamenti gratuiti per non prendere le multe sui bus e tempi più rapidi per la concessione della residenza fittizia.

Francesco racconta di essere arrivato a Bologna da Trapani due anni e mezzo fa, dopo aver perso l’ultimo lavoro in una paninoteca mobile. “Vivo per strada e voglio delle risposte dal Comune– dice- soprattutto per il documento”. Ovvero per la residenza fittizia in via Mariano Tuccella che l’amministrazione mette a disposizione dei senza dimora per poter accedere ai servizi. “Sono cinque mesi che aspetto ma non ho nessuna risposta”, racconta Francesco, chiedendo di “sollecitate le cose un po’ di più, perché siamo tutti essere umani e abbiamo diritto ad un documento”. L’appello al Comune, poi, continua così: “Noi siamo dei senza tetto e quindi se avete delle case, delle strutture, noi facciamo dei lavoretti, ristrutturiamo tutto però senza volere niente in cambio, non vogliamo soldi: basta che abbiamo un tetto“.

  • Camper che ascolta bologna
  • Camper che ascolta bologna
  • francesco senzatetto bologna
  • pascucci sx - francesco dx

L’ultima richiesta: “Se potete aiutateci a fare un abbonamento, perché fa freddo e per andare a mangiare e a dormire devi prendere sempre un bus e fanno sempre le multe”, spiega Francesco. Succede per gli spostamenti, ma anche quando chi non ha casa passa la notte sui bus per stare più al caldo. Ma “avendo tutte queste multe accumulate”, continua Francesco, “quando uno trova un lavoro e ti mettono in regola,

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