
ROMA – È di pochi giorni fa il parere positivo dal ‘Committee for Medicinal Products for Human Use’ dell’Ema per l’autorizzazione in commercio condizionata del pemigatinib, un farmaco target per la cura di una rara forma di tumore, il calangiocarcinoma. Incyte è la giovane biofarmaceutica che metterà a disposizione questo farmaco per l’Italia e a livello globale. Onofrio Mastandrea, General Manager di Incyte, spiega alla Dire cosa significa avere a disposizione questa nuova cura per un tumore che, poiché raro, spesso è privo di trattamenti terapeutici.
Dottor Mastandrea, il CHMP ha annunciato parere positivo per l’AIC condizionato del pemigatinib per i pazienti adulti affetti da colangiocarcinoma. È un farmaco per pazienti che non avevano altre opzioni terapeutiche. Si aprono nuove prospettive di cura, cosa comporta questa approvazione?
“Il parere positivo è un importante traguardo di cui sono personalmente orgoglioso: grazie all’approvazione riusciremo a mettere a disposizione la prima opzione di trattamento per i pazienti affetti da colangiocarcinoma, localmente avanzato o metastatico, con fusioni o riarrangiamenti dell’FGFR2 e in progressione dopo almeno una linea di terapia sistemica: una nuova possibilità di cura che i pazienti attendevano da oltre dieci anni. Inoltre, se la Commissione Europea darà il via libera all’immissione in commercio, pemigatinib sarà il primo farmaco lanciato a livello globale da Incyte, considerando che la Food & Drug Administration americana lo ha già approvato ed il farmaco è già commercializzato negli USA. Anche in Italia stiamo avviando, in questi giorni, le pratiche per il percorso di rimborsabilità del pemigatinib, così da cercare di mettere a disposizione della comunità scientifica e dei pazienti pemigatinib il prima possibile”.
Come venivano curati i pazienti prima di questo parere del CHMP?
“Negli ultimi dieci anni non ci sono state novità in questo settore specifico: prima del pemigatinib non c’erano farmaci approvati da EMA per il colangiocarcinoma e non esistono standard di cura disponibili. Attualmente c’è solo la chemioterapia come prima linea di trattamento che – con i suoi principi generali – agisce però senza una specificità di azione.