Covid, Boccia: “Con 620.000 vaccinati siamo i primi in Europa”

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie spiega che sono già stati somministrati 2 milioni di dosi, ma il rischio resta ancora molto alto, soprattutto vista la rapidità con cui si diffondono le nuove varianti

ROMA – “In questo momento in Italia sono state somministrate 2 milioni di dosi di vaccino, con oltre 620.000 vaccinati definitivi che hanno fatto già il richiamo; siamo il primo Paese in Europa, la Germania ha circa 400.000 vaccinati definitivi. Ovviamente questi sono i primissimi numeri, è solo un punto di partenza ma dà il senso che, a vaccini disponibili, il nostro Paese ha fatto tutto quello che era possibile; è evidente, però, che quando c’è un programma europeo così ampio i numeri devono essere rigorosamente rispettati dalle aziende produttrici che hanno sottoscritto i contratti con la Commissione europea”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, intervenendo a Radio Immagina del Partito democratico.

DOPO L’OK AD ASTRAZENECA SUBITO AL LAVORO CON REGIONI E COMMISSARIO

“L’unità delle Regioni sul piano di somministrazione dei vaccini è fondamentale, oggi è previsto un primo incontro tra le Regioni e nel pomeriggio il commissario all’emergenza Arcuri e i tecnici delle Regioni faranno il punto- aggiunge Boccia-. Dopo questi passaggi tecnici convocheremo il coordinamento Stato-Regioni per programmare, con il ministro Speranza e il commissario Arcuri, la distribuzione dall’8 febbraio in poi adeguandola all’arrivo parallelo dei tre vaccini oggi disponibili: Pfizer, Moderna e Astrazeneca. È una corsa contro il tempo per difendere e mettere in sicurezza soprattutto i più fragili, i più deboli e i più anziani e ora con Astrazeneca, consigliata per gli under 55, anche tutte le altre fasce d’età”.

LE NUOVE VARIANTI INGLESE E BRASIALIANA CIRCOLANO A VELOCITÀ ALTISSIMA

“L’errore che dobbiamo evitare è pensare che il Covid-19 sia ormai un ricordo o che non possa toccare noi o un nostro caro perché il virus non fa distinzione. Quello che sta succedendo in Portogallo in queste ore non è casuale, è un altro Paese europeo in ginocchio che ha bisogno d’aiuto e noi abbiamo il dovere di aiutarlo;

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