Il presidente dell’associazione Lavoro&Welfare, che domani sarà tra i relatori del convegno inaugurale di ‘Ambiente lavoro’, parla di sicurezza e di impiego ai tempi del coronavirus
BOLOGNA – Negli ultimi 30 anni “grandi cambiamenti sono avvenuti” per migliorare la sicurezza sul lavoro. “Ma non bisogna abbassare la guardia”. Il monito arriva dall’ex ministro Cesare Damiano, presidente dell’associazione Lavoro&Welfare, che domani sarà tra i relatori del convegno inaugurale di ‘Ambiente lavoro’, il salone sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro tradizionalmente ospitato a Bologna e giunto alla sua 30esima edizione (quest’anno in versione online a causa della pandemia).
“La prima volta che ho sentito parlare di sicurezza sul lavoro era il 1962- ricorda Damiano, in un dialogo con l’agenzia Dire- avevo 14 anni. Ne parlò la trasmissione ‘Canzonissima’ diretta da Dario Fo e Franca Rame. Per aver fatto uno sketch sulla caduta dall’alto di un muratore, entrambi furono cacciati dalla Rai. Nel 2007, invece, quando ero ministro al Lavoro, la moral suasion veniva dall’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”. Insomma, negli ultimi 30 anni “è cambiato quasi tutto– sottolinea Damiano- sono anche orgoglioso di essere riuscito a concludere, insieme all’allora ministro Livia Turco, l’iter del decreto 81 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”. Prima del 2008, quando quella legge fu varata, “avevamo una media di 4,5 morti al giorno- ricorda l’ex ministro- poi quella media si è abbassata a tre al giorno, i mille morti all’anno che purtroppo ancora oggi funestano l’Italia”. Quindi, tira le somme Damiano, “grandi cambiamenti sono avvenuti, ma non bisogna abbassare la guardia”.

ANTICIPARE LA PENSIONE PER RIDURRE GLI INFORTUNI
Tra le proposte dell’ex ministro c’è anche quella di anticipare l’età della pensione per alcune categorie di lavoratori per ridurre infortuni e incidenti mortali: “L’innalzamento della prospettiva di vita porta a spostare in avanti il momento della pensione. Ma io non credo che potremo pensare di andare avanti con un automatismo che porti le persone a lavorare fino a 70 anni,