È quanto è emerso dal vertice tra il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, le Regioni, l’Anci e l’Upi
ROMA – Governatori quasi tutti compatti contro la riapertura delle scuole a dicembre. È quanto è emerso dal vertice tra il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, le Regioni, l’Anci e l’Upi. Secondo quanto si apprende, una posizione più dialogante è stata espressa dal governatore della Toscana Eugenio Giani che si è detto favorevole alla riapertura almeno per le seconde e terze medie. Nel corso del vertice si è discusso anche della riapertura degli impianti sciistici e di una possibile Messa di Natale anticipata di due ore.
TOTI: “LE REGIONI D’ACCORDO, NO A RIAPERTURE PRIMA DELLE VACANZE”
“Le Regioni unite hanno chiesto al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni eventuale riapertura della didattica in presenza”. Così il presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, al termine del confronto con i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza. “Tutti i governatori sono d’accordo sul fatto che eventuali riaperture prima di Natale, oltre a quanto già previsto dallo schema delle fasce di rischio, sarebbe una mossa inopportuna- continua Toti- perche’ si rischia che un eventuale aumento dei contagi vada a impattare sugli ospedali nel delicato periodo delle festivita’. Inoltre, servirebbe un sistema preciso di scaglionamenti degli ingressi e delle uscite e andrebbe rivisto il limite del 50% di riempimento per il trasporto pubblico”. Tra gli altri temi affrontati, la richiesta al governo di rendere piu’ omogenei sul territorio nazionale gli strumenti autorizzati per gli screening, ricomprendendo ufficialmente anche i tamponi rapidi antigenici. Sul tavolo anche l’eventuale riapertura degli impianti sciistici, “Speranza e Boccia hanno confermato che e’ in corso una trattativa a livello europeo- spiega Toti- bisogna essere consapevoli del fatto che gli svizzeri hanno gia’ decretato la riapertura e molti comprensori sono a cavallo tra piu’ nazioni”. Infine, il governatore ligure fa sapere che “in corso un confronto tra i tecnici delle Regioni, l’Istituto superiore di sanita’ e il Comitato tecnico scientifico per capire se i 21 parametri di rischio per classificare le Regioni potranno essere sostituiti da procedure piu’ snelle”.