Evento per ‘La settima edizione del Libro Bianco’ dedicato alla denatalità, realizzato da Fondazione Onda, con il supporto di Farmindustria
ROMA – “Ho avviato un percorso nell’ambito delle mie deleghe sul tema della denatalità, cercando di concentrarmi su tutta la rete coinvolta nella sfida sul calo delle nascite e le problematiche ad esso connesse. A partire dai bisogni soddisfatti nell’ambito del welfare e della salute per le donne e per le famiglie”. Lo ha affermato Sandra Zampa, sottosegretario al ministero della Salute, in una lettera inviata per l’evento in modalità virtuale ‘La settima edizione del Libro Bianco’, realizzato da Fondazione Onda e grazie al supporto di Farmindustria, a cui partecipano Rossana Boldi, vicepresidente Commissione Affari Sociali alla Camera, Paola Boldrini, Commissione Igiene e Sanità del Senato, Maria Rizzotti, Commissione Igiene e Sanità del Senato.
BOLOGNA: “PIÙ SMARTWORKING E MEDICINA DI GENERE CONTRO DENATALITÀ”
“Voglio ricordare che ai tempi in cui studiavo per la specializzazione in neurologia, molte colleghe non si sarebbero mai sognate di avere un figlio perché il compenso economico era davvero basso, parliamo di 600-770 euro attualizzato. Poi, subito dopo, vennero le borse di studio e si arrivò a 1800 euro: uno stipendio dignitoso. Da quell’anno ci furono tante colleghe che misero in cantiere una gravidanza“. Lo ha dichiarato Fabiola Bologna, deputata e membro della Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati, intervenendo all’evento in modalità virtuale ‘La settima edizione del Libro Bianco’ . “Chiaramente non è solo una questione economica ma di approccio culturale: pensiamo allo smartworking obbligatorio che è stato deciso in Francia durante questa fase della pandemia, a differenza invece di noi, in cui molte aziende italiane hanno deciso di avere nuovamente i propri dipendenti in ufficio. Una scelta che, durante questa seconda ondata, dovrebbe essere ripensata. In ogni caso, c’è da portare all’attenzione il fatto che le donne ad oggi, quando possono iniziare a pensare di avere un figlio, sono già diventate anche delle care-giver. Quindi ripensare il welfare in maniera sostanziale diventa urgente, così come dedicare risorse alla medicina di genere,