“Maradona non avrebbe dovuto lasciare l’ospedale”

AGI – Un uomo “con il cuore provato, obeso, iperteso, diabetico, con i danni della cocaina e dell’alcol, per di più reduce da un delicato intervento chirurgico: è assurdo che lo abbiano dimesso in condizioni cosi’ precarie e che sia morto in casa senza supporto medico”. Cosi’ il cardiologo Antonio Rebuzzi, direttore dell’Unità di terapia intensiva cardiologica al Policlinico Gemelli, commenta con l’AGI le circostanze della morte di Diego Armando Maradona, scomparso ieri per “insufficienza cardiaca acuta” accompagnata da “edema polmonare acuto”, secondo quanto emerso dall’autopsia.

Un evento non proprio imprevedibile nelle condizioni in cui si trovava nell’ultimo periodo il campione argentino: “L’edema polmonare non è la causa dell’insufficienza cardia

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