Covid, i pediatri: “Da inizio pandemia deceduti otto bambini, il 70% è asintomatico”

ROMA – Vaccinazioni rinviate, fuga dai Pronto soccorso anche i situazioni gravi, ritardo diagnostico per patologie in cui il tempo è prezioso, terapie interrotte in bambini fragili e aumento delle diseguaglianze. Sono gli effetti indiretti della pandemia da Sars-Cov-2 sulla salute e sul benessere generale dei bambini e degli adolescenti a cui si aggiungono, ma non da ultimi, i rischi psicologici e i deficit formativi legati all’isolamento e alla chiusura delle scuole. Uno scenario sul quale si confrontano i pediatri italiani al Congresso Straordinario Digitale della Società Italiana di Pediatria, dal titolo ‘La Pediatria italiana e la Pandemia da SARS-CoV-2’, che si apre domani ed è in programma sino al 28 novembre. Il più importante evento formativo del nostro Paese dedicato a neonati, bambini e adolescenti. “Di per sé il virus ha colpito l’età pediatrica meno e in maniera meno grave rispetto agli adulti”, afferma il presidente Sip, Alberto Villani. “Dall’inizio dell’epidemia sono stati 43.841 (pari al 3,6% del totale) i casi diagnosticati nella fascia di età da 0-9 anni e 105.378 quelli diagnosticati nella fascia 10-19 (8,6%)“.

Tra i bambini più piccoli (da 0-1 anno) gli asintomatici sono più di 6 su 10 (64,3% dei casi), più di 3 su 10 (32%) i paucisintomatici o con sintomi lievi, solo il 3,4% manifesta sintomi severi. Nella fascia di età tra i 2 e i 19 anni gli asintomatici sono più di 7 su 10, la restante parte è paucisintomatica o lievemente sintomatica (rispettivamente: 8,6% paucisintomatici e 15,2% lievemente sintomatici nella fascia 2-6 anni; 10% paucisintomatici e 19,4% lievemente sintomatici nella fascia 7-19). Marginali i sintomi severi in questa fascia di età (tra 0,3% e lo 0,4%). Sono stati 8 i decessi registrati da 0 a 19 anni dall’inizio dell’epidemia (Istituto Superiore di Sanità).

“Nello specifico da febbraio a maggio ci sono stati poco più di 4.500 casi e 4 decessi, dolorosissimi, ma verificatosi in soggetti con pregresse patologie– sottolinea Villani- Oggi siamo passati a 8 decessi a conferma del fatto che l’età pediatrica corre meno rischi diretti dall’emergenza sanitaria ma ha tutta una serie di rischi collaterali”.

 » Continua a leggere su DIRE.IT…