AGI – La sera del 23 novembre 1982 una lunga scossa di terremoto seminò morte e distruzione nelle aree interne della Campania e della Basilicata.
La scossa
Alle 19:34:53 di una domenica insolitamente calda la terra tremò per 90 secondi, con ipocentro a 15 chilometri di profondità; la magnitudo registrata dai sismografi era di 6,9, e l’onda si propagò in un’area che si estendeva per 17mila chilometri quadrati, dall’Irpinia al Vulture. Tre ‘sub eventi’ nell’arco di meno un di un minuto, dirà poi la ricerca scientifica, ruppero in successione tre segmenti di faglia adiacenti.
I Comuni colpiti
La scossa fu percepita da quasi tutta l’Italia peninsulare, ed ebbe i suoi massimi effetti distruttivi in 6 paesi: Conza della Campania, Lioni e Sant’Angelo dei Lombardi, nell’Irpinia; Castelnuovo di Conza, Laviano e Santomenna, nel Salernitano. Distruzioni estese, pari al 50% del costruito, in 9 comuni, 7 in provincia di Avellino