La partita geopolitica sui vaccini 

AGI – Viktor Orban lo aveva annunciato alla fine di ottobre: l’Ungheria avrebbe guardato ai vaccini cinesi e a quello russo per far fronte in tempi rapidi alla pandemia. Ora lo sta facendo, nonostante la ferma opposizione manifestata dalla Commissione Europea, il premier ungherese ha deciso infatti di procedere all’acquisto di dosi del vaccino russo Sputnik V.

Quella del vaccino, per Orban, “non deve diventare una questione politica: è una questione sanitaria, serve a salvare vite”. Ma non è così. La partita che si sta giocando punta infatti a destituire le fondamenta del sistema europeo di autorizzazione per la messa in commercio dei farmaci, inclusi i vaccini. È uno scontro che si sta giocando non solo tra governi ma anche tra grandi aziende che si combatte anche attraverso comunicati e annunci a sorpresa.

Non a caso già alla fine di ottobre le prime dichiarazioni di Orban su una possibile apertura dell’Ungheria allo Sputnik V (e anche ai vaccini cinesi) hanno fatto scattare la reazione dell’Unione Europea che, attraverso la Commissaria Ursula Von der Leyen, ha costruito una politica unica per l’intera UE sul vaccino, grazie alla quale “l’Ue potrà contare dalle 20 alle 50 milioni di dosi di vaccino al mese a partire da aprile”.

“Nella migliore delle ipotesi – spiega Ursula Von der Leyen – l’Ue potrà vaccinare fino a 700 milioni di persone” potendo così “fare delle donazioni ai Paesi più bisognosi”. La condizione preliminare e inderogabile è però che i vaccini con i quali sono stati sottoscritti i contratti di fornitura, abbiano passato il vaglio della sperimentazione clinica e della successiva revisione e autorizzazione da parte della Agenzia Europea per il Farmaco (Ema).

“Non abbiamo discusso” del vaccino russo, ma “sappiamo che la vaccinazione è questione di sicurezza e fiducia” che sussiste “solo quando applichiamo principio di trasparenza”, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine della riunione in videoconferenza tra i leader Ue. “Ritengo fondamentale – ha aggiunto – che ogni vaccino utilizzato segua il processo di approvazione presso l’Ema”. Che almeno per un altro vaccino, quello prodotto dalla multinazionale americana Pfizer e dalla tedesca Biontech, potrebbe arrivare – se tutto va nella giusta direzione, “nella seconda metà di dicembre” ha spiegato Von Der Layen.

Proprio venerdì, la Pfizer e la Biontech hanno annunciato che presenteranno una richiesta alla Food and Drug Adm

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