AGI – Un invito a “non vivacchiare” ma a vivere. A non stare “parcheggiati ai lati della vita, ma in corsa verso traguardi alti, con gioia e con audacia”. Dopo il patto di Assisi, Papa Francesco si rivolge ancora una volta ai giovani nell’omelia della messa in occasione della Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, al termine della quale si è svolto il passaggio della Croce e dell’Icona di Maria Salus Populi Romani, simboli delle Giornate Mondiali della Gioventù, dalla rappresentanza dei giovani panamensi ai giovani portoghesi.
“Non rinunciamo ai grandi sogni. Non accontentiamoci del dovuto“, esorta il Pontefice perché “il Signore non vuole che restringiamo gli orizzonti”. “Non siamo fatti per sognare le vacanze o il fine settimana, ma per realizzare i sogni di Dio in questo mondo. Egli ci ha reso capaci di sognare per abbracciare la bellezza della vita. E le opere di misericordia – precisa – sono le opere più belle della vita. Le opere di misericordia vanno proprio al centro dei nostri sogni grandi”, le opere di misericordia “rendono eterna la nostra vita”, “danno gloria a Dio più di ogni altra cosa” e su queste opere “alla fine