‘Gli indifferenti’ al cinema, Moravia ai tempi del girl power

ROMA – A due anni da ‘Likemeback’, Leonardo Guerra Seragnoli riporta al cinema il romanzo d’esordio dell’allora diciottenne Alberto Moravia, ‘Gli indifferenti’, dopo la prima trasposizione cinematografica di Francesco Maselli del 1964. Presentata oggi in occasione di un incontro stampa su Zoom, la pellicola di Seragnoli racconta la storia di una famiglia borghese che, da un giorno all’altro, si ritrova in una profonda crisi economica e, in particolar modo, senza valori. In un totalizzante stato di apatia, di inquietudine e in balia della noia. Il libro di Moravia (di cui Bompiani sta per pubblicare una nuova edizione) racconta dinamiche familiari nate in pieno fascismo. Il regista, invece, sceglie di adattare la sua versione alla contemporaneità italiana.

“Con Alessandro Valenti (lo sceneggiatore del film, ndr) rileggendo il romanzo abbiamo notato lo stato di precarietà, quella sensazione di stare sull’orlo di un precipizio. Questo tipo di sensazione la sentivamo presente anche oggi e molto forte”, ha raccontato il Seragnoli. “Adattare il libro al film è stato percorso lungo, abbiamo basato il lavoro su due aree di ricerca: la prima – ha continuato il regista – ha riguardato il lavoro fatto su Moravia e quindi sull’evoluzione dei suoi personaggi, che sono riproposti anche in altri suoi romanzi e sotto altre sfaccettature, come ne ‘La noia’ e ne ‘La vita interiore’. Inoltre, abbiamo fatto un lavoro di approfondimento e di ricerca sui romanzi di Moravia scritti dopo ‘Gli indifferenti’: dal primo fino all’ultimo, come il racconto femminile ‘Boh’. La seconda area di lavoro ha riguardato la riflessione interna mia e di Alessandro. Ci siamo chiesti come questi temi trattati nel romanzo risuonassero oggi, chi fossero gli indifferenti di oggi e come questi come si sono evoluti”.

Pensieri condivisi anche dallo sceneggiatore Alessandro Valenti, che ha aggiunto: “Abbiamo trovato tante similitudini con l’oggi, come il senso di attesa di qualcosa di incerto. Addirittura Macron parla della fine del neoliberismo. La domanda che ci siamo posti è ‘come reagisce oggi un ceto sociale che non ha gli strumenti per accettare questa crisi,

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