Covid, il consiglio dello psichiatra: “Consideriamo il Natale una tappa del viaggio per uscire da questa situazione”

ROMA – Il prossimo Natale “deve trovarci confidenti, resilienti” e dotati ” dell’attitudine a saper tollerare”. Solo così saremo in grado di non cedere “ai sentimenti negativi portati dal Grinch – il guastafeste quest’anno identificato chiaramente con il virus del Covid-19 – cioè tristezza, solitudine, nervosismo, irritabilità, sconforto, malessere. Anche il Natale dobbiamo considerarlo come una delle tappe del lungo viaggio che come collettività stiamo affrontando per uscire da questa situazione. Proprio considerando l’esperienza della pandemia come un lungo e faticoso viaggio, capiamo che necessita di una distribuzione delle risorse, delle forze, delle capacità che non sono ad esaurimento“. A suggerire gli strumenti per affrontare le prossime festività natalizie, che si prospettano più raccolte e distanti da buona parte dei parenti, è Claudio Mencacci, psichiatra e presidente della Societa’ italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf). 

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Facendo un paragone tra il prossimo Natale e quelli precedenti, Mencacci sottolinea come “in passato una piccola fetta di persone sperimentava il cosiddetto ‘Christmas blues‘, uno stato d’animo in cui si sperimentavano un sentimento di tristezza, un senso di solitudine, si facevano i conti con l’assenza di persone care o la lontananza dalla famiglia o con le perdite che si erano verificate nell’anno precedente. L’idea di vivere il clima di gioia e festività che c’era intorno faceva sentire quasi in colpa. Mentre il ‘Christmas blues’ riguardava un gruppo ristretto di persone- prosegue lo psichiatra- i sentimenti che osserviamo adesso, riassunti nella definizione di ‘Pandemic fatigue’ e sovrapponibili alla nostalgia natalizia, riguardano una platea molto più ampia”. 

Eppure la prospettiva di un Natale più raccolto e intimo, con meno occasioni conviviali, meno shopping, meno frenesia porta con sé anche aspetti positivi. “Nei periodi natalizi trascorsi c’era una grande esplosione di festività, di allegria, di pace e voglia di stare insieme, che per alcuni diventavano anche un fattore fortemente stressante. Non dimentichiamoci- ricorda Mencacci- che il Natale era associato a fattori stressanti come la paura di essere sopraffatti dai tanti impegni e dalla socialità ipertrofica,

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