Rossi-Doria: “I bambini grandi assenti nelle politiche istituzionali”

ROMA – “C’è un’emergenza nei nostri territori che viene molto prima della pandemia da Covid-19, ed è quella dei nuclei monogenitoriali: circa 10.000 nel territorio capitolino, per un totale di oltre 15.000 minori“. Un’emergenza dai connotati piuttosto definiti: “La monogenitorialità, difatti, é donna nell’85% dei casi“. Parte da qui Salvatore Carbone, portavoce della rete Mam&Co, prendendo parte alla tavola rotonda ‘Tempo di Covid: esclusione e povertà educativa nei nuclei monogenitoriali mamma-bambino‘, organizzata in preparazione alla Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e l’Adolescenza, dalle 14 organizzazioni promotrici del progetto ‘crescereinsieme’. Dati allarmanti se si considera, puntualizza Carbone, “che con il nostro lavoro di cooperativa abbiamo intercettato in questa fase circa 1.000 nuclei monogenitoriali“. C’e’ quindi “un disagio che riusciamo a incontrare, e uno che non riusciamo a intercettare- puntualizza- Questa differenza è uno dei primi effetti della pandemia: tra i visibili e gli invisibili”.

CHI SONO QUESTE MADRI?

Chi sono queste madri? Questa la domanda che apre la tavola rotonda: “Sono madri che non hanno scelto questa condizione, ci si ritrovano perché figlie di percorsi di separazioni, fughe, violenze e allontamenti“. Per tutte queste mamme “la solitudine diviene isolamento“, e spesso vi si aggiunge “l’assenza di sostegno lavorativo e abitativo, lo stress psicologico o il ‘precariato di cittadinanza’, per tutte quelle che vivono nella drammatica situazione di non sapere nemmeno a chi rivolgersi”. I bambini, poi, risultano i “grandi assenti nelle politiche istituzionali”, riflette Marco Rossi-Doria, già sottosegretario all’Istruzione, attualmente vicepresidente di ‘Con i Bambini’.

Nei dpcm, gli fa eco lo psicoterapeuta e scrittore Alberto Pellai, “i minori sono comparsi pochissime volte. C’erano più indicazioni e specifiche su come gestire gli animali domestici piuttosto che i bambini. I genitori, cosi’, si sono dovuti arrangiare, la famiglia ha avuto difficoltà oggettive in questa fase: famiglie confinate in luoghi molto ristretti, con genitori separati in regioni diverse”.

Un coacervo di “vulnerabilità emotiva e affettiva, con amplificazioni, poi, per alcuni nuclei in particolare, con caratteristiche ancor più intense e impattanti” degli altri. Un quadro con conseguenze ben precise: “Dai dati che abbiamo,

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