AGI – La strada è deserta, come quasi tutte quelle di Napoli da tre giorni ormai. Il suono dei passi quasi rimbomba in quel vicolo stretto, pochi metri noti in tutto il mondo, al punto che in genere in questo periodo si doveva cominciare a pensare di istituire sensi di marcia per i pedoni alternati.
San Gregorio Armeno, la strada dei presepi a Napoli, in un grigio mattino di nubi di novembre è quasi spettrale. Le poche decine di artigiani che vi lavorano sono rinchiuse nelle loro botteghe, poche con l’uscio aperto sulla via. Manca quel clima di festa attesa che ha sempre caratterizzato questo luogo della tradizione più profonda napoletana, che vuole che a partire dal 8 dicembre in tutte le case il presepe debba essere allestito.
E ogni anno è necessario ‘rinforzare’ il plotone delle statuette di