AGI – Ha un bel piangere le sue insopportabili lacrime di coccodrillo il governo danese, che prima fa secchi 17 milioni (diciassette milioni, 17.000.000/00) di visoni e poi, arrivato al diciottesimo, si accorge che non ve n’era giustificazione legale.
Verrebbe da chiedere dove li mettessero, vista l’estensione territoriale dell’infingardo paese ospitante, ma ormai la questione non interessa più. Il danno è fatto, la condanna emessa e la sentenza eseguita. Un nuovo salto di qualità nella storia sempre più fosca della pandemia, che imporrebbe la razionalità ed invece induce all’illogico.

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Visoni
Anzi, più l’uomo ha finora ostentato fredda superiorità sul morbo, più adesso sembra travolto dall’ansia. La Danimarca, per dire, faceva circolare a settembre (mentre da noi iniziava a crescere la curva del contagio) l’immancabile ricerca accademica.
Dimostrava come, nella vicina Svezia, le cose filassero a meraviglia; merito, manco a dirlo, dell’infischiarsene del distanziamento soci